L’inchiesta di Mani Pulite è stata la risposta giudiziaria al dramma di Jean Paul Sartre Le mani sporche. Poiché Sartre aveva aperto uno squarcio nella vocazione omicida della società socialista, la procura di Milano pensò bene di dimostrare per lo meno la corruzione di quella capitalista. Mani pulite è stata una tragedia teatrale, con l’aula di tribunale come palcoscenico. Il testo si è rivelato persino superiore a quello sartriano con recita a soggetto, battute da capogiro, colpi di scena e suicidi shakespeariani. Al pool di Milano bisognerebbe dare un Nobel per la letteratura. Il giudice Davigo, che oggi si diletta di drammaturgia, se lo meriterebbe tutto.
Perché se Mani Pulite fosse stata un’opera di giustizia, capace di colpire a fondo il sistema corruttivo della vita democratica oggi non saremmo da capo a dodici e soprattutto non lo saremmo a Milano. Possibile che si cerchi di perfezionare un sistema di illeciti finanziari dopo che ne era stato denunciato uno precedente? Abbiamo persino buttato giù un intero ciclo della vita repubblicana, cancellando protagonisti, simboli e partiti, e pure non è servito a niente.
Chiaramente l’inchiesta milanese di oggi si potrebbe perfettamente risolvere con una bolla di sapone, la procura ha avuto un eccesso di zelo, dopo Mani pulite più nessun magistrato può dare l’impressione di restare con le mani in mano. Certo non si può non notare che rispetto all’inizio in sordina di Borrelli e compagni, arrestarono un oscuro direttore del Pio Albergo Trivulzio, Mario Chiesa lo conosceva giusto Di Pietro, qui il dramma si è aperto con il botto. Stefano Boeri ex movimento operaio, era il candidato del Pd alle primarie sconfitto da Giuliano Pisapia. Sala è il sindaco attuale della giunta di centrosinistra, una personalità di livello tale che domani poteva essere indicata alla presidenza del Consiglio.
Non che il governo nazionale, con tutte le gatte da pelare che si ritrova, possa sentirsi tranquillo e soddisfatto. Finalmente a Milano c’è qualcuno indagato che non sia il ministro Santanchè. Già un problema serio invece per l’opposizione e lo è per il clamore suscitato, più che per le accuse. Disgraziatamente questo è un paese in cui la propaganda pesa più delle sentenze ed il sindaco Sala ha giù compiuto un passo falso ritenendo una vergogna di sapere di essere indagato dai giornali. Il buon sindaco davvero non ha imparato niente. La procura di Milano, parla a mezzo stampa.
Per queste ragioni vai a vedere che non si scombini una seconda volta la vita politica italiana, indipendentemente dalla certezza giudiziaria. Nel 1992 Craxi sembrava propenso ad un’intesa con il partito comunista per coronare il suo sogno di unire la sinistra. Il muro di Berlino era caduto, i comunisti italiani con l’acqua alla gola andarono a trattare con un Psi ruggente nel camper. D’Alema e Veltroni sembravano i generali francesi rinchiusi con Hitler nel vagone ferroviario collocato appositamente a Versailles. Poi si videro gli sviluppi. Vai a sapere oggi se il Pd si ritrovasse sotto attacco, quale sarebbe la reazione dei suoi alleati. Magari tutti questi darebbero prova della sufficiente maturazione garantista per cui non contano le indiscrezioni, contano tre gradi di processo. Magari si torna ai tempi di Bibbiano.
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