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Il nuovo ordine mondiale

Riccardo Bruno di Riccardo Bruno
12 Ottobre 2024
in L'editoriale
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Il nuovo ordine mondiale presume un rapporto prioritario tra Russia ed Iran, come è stato annunciato da Putin in Turkmenistan nell’incontro con il presidente Pezeshkian. L’Iran non ha solo firmato con la Russia un accordo di fornitura di droni kamikaze per un miliardo e settecento milioni di dollari utili a cadere sull’Ucraina. L’Iran attraverso Hezbollah ha puntellato il putrefacente regime di Assad che assicura un porto alla Russia sul Mediterraneo e fa da tramite tra i mercenari russi in Africa e la madre patria. Russi ed Hezbollah collaborano in Libia per rafforzare Haftar. Grazie alla presenza in Libia i russi estendono le loro basi militari al Sudan, sul Mar rosso. Putin ha persino provato a subentrare all’esercito francese in Mali, sull’oceano Atlantico, con successi alterni, in verità. Il mese scorso si lamentava che gli ucraini gli avevano annientato un suo battaglione in Mali e magari faceva la commedia, non che sia chiarissimo cosa avvenga..

Non è vero che il regime degli ayatollah e quello di Putin siano poi così diversi come sembrerebbe. Intanto entrambi perseguitano gli oppositori, che non è poco. Ed entrambi si affidano alla polizia per sostenersi, infine entrambi sono tradizionalisti nei diversi valori. Se domani l’Iran dovesse cadere, la Russia si troverebbe a mal partito. Il figlio dello scià ha lanciato un appello alla popolazione, non si sa quanto gradito, comunque simbolicamente rilevante. L’Iran di Razha Palevi era un alleato di ferro degli americani e di Israele. Mai tornasse qualcosa del genere, tutto l’espansionismo russo sub sahariano, decadrebbe verticalmente. Per questo i regimi arabi sunniti e hashmiti, soprattutto, non si lamentano se Israele attacca il Libano e ancora meno si lamenterebbero se mettesse in ginocchio l’Iran. Liberarsi di Hezbollah e livellare l’Iran, allontanerebbe la minaccia portata loro da questa idea del nuovo ordine mondiale per quello vecchio a cui sono legati se non altro dagli affari. Quando Putin dice che vuole ridistribuire le ricchezze, tremano gli emiri, non i capitalisti nostrani.

Anche per questa indulgenza verso il capitalismo, come si dovrebbe collocare l’Europa nel nuovo ordine mondiale, non è proprio chiarissimo. Se consente che Putin si prenda l’Ucraina, il giro europeo di Zelensky era di un disperato, l’Europa salta il fosso. Se l’Ucraina ancora resiste lo deve all’America e parzialmente all’Inghilterra. Il contributo europeo è insignificante, tranne forse per la Francia che pure mantiene canali commerciali indiretti con la Russia, un difetto storico della Francia. Eppure se cadesse l’Ucraina, come poi non preoccuparsi del destino della Polonia? Perché il discorso di Putin sull’Ucraina che non può che essere russa, come è sempre stata dal 1600, vale a maggior ragione per la Polonia che allora non può essere uno Stato indipendente. Uno Stato indipendente polacco minaccia la Russia. Quindi lo diciamo ai nostri amici pacifisti, se non avessimo resistito due anni in Ucraina, non avremmo la tanto decantata pace in Europa, avremmo la quinta invasione armata della Polonia. Meglio non parlare della Germania. Scholz ha telefonato a Putin e quello non gli ha risposto.

In questo scenario mancava la difesa tutta europea di Hezbollah. Nemmeno ci si rende conto che le basi di Hezbollah al confine del Libano, si sono concentrate intorno a quelle dell’Onu. Perché Israele viola il diritto umanitario internazionale?, tuonano indignate Francia ed Italia. Oh bella, perché la missione Onu non ha fatto niente per smilitarizzare Hezbollah ed ora Hezbollah si trincera dietro l’Onu. Non è che c’è bisogno di un von Clausewitz per capirlo. Anche il ministro Crosetto potrebbe arrivarci. Al ministro Tajani invece lo spieghiamo volentieri.

Ovviamente il continente europeo ha le dimensioni e la potestà politica per sostenere l’ordine mondiale che preferisce, ci mancherebbe. Per respingere la Russia nell’800 c’era, dopo Bonaparte, solo Mazzini con la Giovine Europa e non è vero che non ebbe successi. Se l’Inghilterra da protettrice della Russia è diventata anti russa, lo deve a Mazzini. Meglio di Mazzini infatti fece la Nato nella seconda metà del novecento, quando nella prima, grazie ad Hitler, la Russia aveva dilagato. Stiano attenti Meloni e anche Macron a non convergere su Erdogan nei confronti di Israele. Messe tutte insieme, Francia, Italia e Turchia, spaccherebbero la Nato e senza volerlo, scivolerebbero nel nuovo ordinamento mondiale, quando pure sono convinte di appartenere a quello vecchio, ovvero, quello ancora democratico. Questo nuovo di Putin, di democratico non ci ha niente.

licenza pixabay

Tags: Iranrussia
Riccardo Bruno

Riccardo Bruno

Riccardo Bruno si è laureato in Storia della Filosofia presso l'Università di Roma La Sapienza nel 1988. Dal 1987 al 1989 collabora all'Ufficio esteri del PRI diretto dall'onorevole Vittorio Olcese. Dal 1994 è capo ufficio stampa del PRI, dal 1995 giornalista professionista iscritto alla stampa parlamentare. Nel 1999 è capo redattore de La Voce Repubblicana. È stato poi editorialista per il Foglio di Giuliano Ferrara e l'Indipendente di Vittorio Feltri. Dal 2019 è prima vice direttore de La Voce Repubblicana e poi direttore politico

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