La Commissione di inchiesta parlamentare sulla pandemia ha da poco iniziato i suoi lavori concentrandosi sugli appalti delle mascherine, duecento milioni non sono uno scherzo. Preoccupata che qualcuno abbia speculato sulla morte dei propri connazionali, la Commissione vorrà fare piena chiarezza e si comprende. Sarebbe comunque il caso di acquisire le 250 pagine prodotte dalla sottocommissione di inchiesta del Congresso statunitense sempre sul covid, sottocommissione insediatasi due anni fa, senza inutili polemiche, che ha concluso i suoi lavori.
Come si legge dai titoli dei giornali italiani, il documento esprime la convinzione che il virus fosse un prodotto da laboratorio a Wuhan, un centro militare, poi ritiene dubbie e non scientifiche le misure adottate per contrastarlo, quali distanziamento sociale e appunto mascherine. Lo stesso Fauci ha rilasciato alla sottocommissione dichiarazioni discutibili e un suo collaboratore diretto potrebbe finire sotto inchiesta. La scienza non è la religione, si fonda sull’esperienza e comporta quasi inevitabilmente dei margini di errore che si cercano via via di eliminare. Contro un virus ignoto solo la vaccinazione ha avuto successo e pure anche quella con qualche controindicazione, come dovrebbe essere comprensibile.
L’America è uno Stato federale, nemmeno il presidente che pure comanda l’esercito, può chiudere il Congresso e mettersi a prescrivere linee di condotta per tutta la popolazione. Il covid è stato affrontato in maniera diversa da New York a Miami, se nel Montana e nel Dakota, quasi non si sa cosa fosse, un paio di contee della Pennsylvania sembravano sotto tutela di Conte e Speranza. Fare una guerra ad un virus, non è come farla ad una flotta, e in Italia anche le guerre alle flotte, non hanno avuto particolare successo. Le mascherine contestate in America, sono stati efficaci in Taiwan, come il lock down inutile in Italia, chiudevano la movida, morivano le suore dei conventi di clausura, ha avuto risultati formidabili in Giappone. Mascherine e distanziamento sono servite insieme al tracciamento degli infetti, cosa che in occidente nessuno ha saputo fare, in Corea del Sud. La società asiatica è molto più disciplinata della nostra, si ospedalizza facilmente. Le mascherine si cambiano ogni ora, si indossano portando i guanti, in molti paesi asiatici e da prima della pandemia, contro l’inquinamento dell’aria. Il Giappone ha una popolazione più numerosa ed anziana della nostra eppure con una bassa disoccupazione e un modello abitativo mono famigliare, ha ridotto contagi e morti rispetto a chi vive con nonni, nipoti e parenti in una stessa casa per interi condomini, come avviene nelle periferie di Roma, Napoli e Parigi. I giapponesi non entrano in casa con le scarpe, uno pesta il virus per strada e se lo porta dietro nell’ambiente domestico. A Tokio restava chiuso in un armadio almeno sino al giorno dopo. In Cina nessuno andava ai supermercati liberalmente, l’esercito consegnava le provviste ed i cittadini ripraticavano l’arte del baratto. Tanto per dire che le misure possono essere sempre più severe e comunque con effetti dubbi.
La sottocommissione statunitense ha denunciato gli unici risultati certi delle misure di contenimento, crollo produttivo e disagi psicologici nella popolazione giovanile. Il covid non sarebbe stato creato per fare arricchire qualcuno nel settore farmaceutico, ma per ritardare le capacità di sviluppo economico mondiale in un momento in cui la Cina rallentava. Bisognerebbe capire se ci sono degli Stati che hanno fatto da apripista ai cinesi alimentando il panico generale. Perché a gennaio del 2019, come si legge dai verbali, il comitato tecnico scientifico del governo italiano rimproverava i vertici di Alitalia di aver attuato il piano anti pandemico violando i principi costituzionali? Poi la Costituzione l’abbiamo messa in un cassetto., per una procedura che il professor Ainis la settimana scorsa ha ritenuto ripugnante. L’avesse dato allora questo suo giudizio chissà se si sarebbe risparmiata l’impressione terribile di debolezza per cui tutti i diritti vengono sacrificati in nome della tutela della salute, quando la salute pubblica, non coincide con la sanità. Dall’altra parte della cortina qualcuno se ne è accorto e ne ha subito approfittato. Se si antepone la propria pelle ai valori democratici, il mondo occidentale, non ha nessuna speranza di sopravvivere. Una dittatura va benissimo.







