L’amico Germano Gabanini, responsabile Pri agricoltura è intervenuto sul movimento dei trattori
Il mondo politico è stato scosso dal movimento spontaneo dei trattori che da un mese in Italia e da due in Europa vedi Germania o Francia: lì è organizzato dalle sigle sindacali mentre da noi è piuttosto trasversale e tolta una parte che vuole fondare un sindacato nuovo (agricoltori traditi) gli altri sono produttori delusi e preoccupati per il loro futuro in agricoltura e sono nati comitati spontanei trasversali con manifestazioni nelle nostre città, non ultima la calata su Roma. La mobilitazione che a Roma ha visto pochi trattori e una cinquantina di rappresentanti produttori di tutta Italia (ammessi ) a presentarsi a palazzo Chigi, mentre centinaia di trattori stavano ancora sulla Nomentana.
Tutti i partiti hanno già dato le loro valutazioni e già parlano di vittoria e cercano di cavalcare una onda che specula sui luoghi comuni come dire che è solo colpa della Europa e non serve il fatto che la Unione Europea ha comunque riconosciuto di dover rettificare le direttive comunitarie che riguardano il mondo agricolo. Il Partito Repubblicano Italiano non è che sceglie di essere dalla parte di chi oggi protesta! Da sempre, e sono decenni, denuncia lo stato assistenziale del settore e la sua difficoltà a mutuare le agricolture europee. Sono sindacalmente organizzati in associazioni che regolano e programmano produzione, prezzi di vendita e aperture di nuovi mercati, fanno cose che noi repubblicani condividiamo ma che in Italia gli altri sindacati ritengono impossibile da attuare perché abbiamo campanili e parrocchie, per cui sono condannati ad essere divisi sempre e le piccole aziende sono (brave) ma destinate a soccombere se non assistite.
Ma oggi i trattori spiegano che non vogliono rassegnarsi e vogliono delle risposte concrete sul loro futuro! Qui i partiti di governo già cantano vittoria e nel decreto mille proroghe in votazione, ci sarebbero due miliardi di aiuto, come sostiene Donzelli: «Il governo difende l’Agricoltura italiana». Peccato che Il presidente della commissione europea agricola sia polacco ed è tuo alleato nel gruppo politico!
Perché questo governo è stato tenuto a battesimo dalla Coldiretti. La Meloni fu accolta il giorno dopo che fu nominata premier. Perché solo ora rinuncia ai tagli che aveva fatto al mondo agricolo ? Perché raddoppia a parole i soldi del PNNR da 5 a 8? Mi sa che tutti dicono di essere per gli agricoltori… A parole per ora… poi aspettano i sondaggi elettorali Pazienza le opposizioni, ma chi governa? Mi sa che ” i trattori” li hanno sorpresi con le mani nella marmellata.
Ci si chiede perché i pochi centesimi pagati al contadino diventano euro da pagare per il consumatore. Giansanti, Confagricoltura, finalmente dice una cosa sui prezzi… Parla del sistema francese che è riuscito a mantenere prezzi più equi lungo la filiera… modello che viene sostenuto anche dalla COPAGRI !
Cosa si aspettavano gli agricoltori! Una sintesi e decisioni chiare… Applicare il PNNR per costruire filiere produttive con prezzi non penalizzanti per i produttori e consumatori… Saranno dolori per i magazzini ? Calano i consumi di frutta e se non li fermiamo sarà sempre peggio! Dovranno chiudere gli iper e super perché troppo costosi… La paura è che compreranno frutta più economica o come fanno con l’olio di oliva che facile trovarlo non italiana … Ecco perché servono i comitati di prodotto e di filiera per costruire il rapporto produttore e consumatore.
Non più in mano al supermercato… Ma informato di cosa sta accadendo e qui i sindacati agricoli devono portare a casa il punto! Per tutti i produttori e ne beneficeranno i lavoratori, collaboratori, trasportatori, e tutto questo è lavoro e valore! Un modo per valorizzare anche la spesa del consumatore!
Produrre che deve anche spingere non solo ad aumentare i consumi, ma anche la creazione di nuovi mercati perché l’export è strategico per noi paese pieno di debiti! Come lo paghiamo se non aiutiamo le nostre esportazioni! Parliamo del grano italiano! Il consumatore 1 kg lo paga da 4 a 7 euro e al produttore non arriva a 0,4 euro.
Patate! Bene vietate sostanze contro le larve che le forano le patate nei campi! La produzione italiana si è dimezzata e provate a chiedere il prezzo delle patate al consumatore. Roba di lusso sono diventate. Abbiamo fatto fare gli affari alle altre produzioni estere! Come vedete c’è tanto lavoro da fare. La rassegnazione non deve essere quella che prende il sopravvento… si può fare!
Il Partito repubblicano italiano è al fianco del produttore che viene vessato e preso in giro sia da quelli che a parole lo difendono e sia da quelli che lo sfruttano, perché più che garantirgli il reddito gli concedono sovvenzioni, bonus, assistenzialismo che si fan ben pagare.
Già dalla creazione della Copagri era chiara la volontà politica di creare un momento di rappresentanza e di sintesi di tutto il mondo agricolo, rifiutato dalle tre grandi organizzazioni Coldiretti, Confagricoltura e Cia. Oggi come ieri sempre al fianco di chi produce e lavora per una politica differente, una buona politica, producendo eccellenze italiane e nel mondo.







