Era tutto sommato facilmente prevedibile la reazione di Furio Colombo al ritrovarsi editorialista sul suo stesso giornale un personaggio come Orsini. Colombo è un giornalista di vecchia scuola formatosi come inviato negli Stati Uniti d’America dai tempi della guerra fredda. Quando divenne direttore del quotidiano l’Unità, era convinto che il processo di occidentalizzazione intrapreso dal vecchio Pci fosse oramai pienamente compiuto e forse se ne sentiva persino il principale suggeritore. Orsini gli deve essere apparso come il fantasma inquieto di un passato funesto, quello per il quale si arriva ad assolvere Hitler dalle responsabilità della Seconda guerra mondiale, fino ad accusare chi resiste alla Russia di volerne una Terza.
Colombo ha così salutato baracca e burattini abbandonando la collaborazione con il giornale di Travaglio e compagni. Travaglio non ha battuto ciglio convinto che Colombo continuerà a scrivere, Gomes ha detto che il dibattito è l’anima di un giornale, fra posizioni opposte ovviamente, se i lettori non ci capiscono niente, pazienza, siamo nel movimento 5 stelle. Padellaro che forse ha una maggior consapevolezza delle questioni, tace dignitosamente. Non si poteva prevedere invece la reazione di Orsini, il quale, bisogna riconoscerlo, ha superato nuovamente se stesso. Ha subito scritto su “Il Fatto”, che lui nei suoi libri è un sostenitore della società aperta americana. In pratica si tratterebbe, oltre ad ascoltarlo in televisione e a leggerlo sul giornale, anche ad andare a leggersi il suo pensiero in libreria e meno male che non ci riferisce cosa sostenga a teatro. Almeno il primo caso è gratuito, il secondo costa solo un euro e cinquanta, il terzo ed il quarto dobbiamo andare a prendere il portafoglio.
Nei suoi libri Orsini sarebbe favorevole alla Nato anche se estesa al sud, verso l’ Africa non ad est verso l’ Ucraina. La Nato di Orsini deve andare in Marocco, e questa da sola sarebbe sufficiente a spiegare la caratura del personaggio. Con Orsini ci si inizia a divertire. Meno quando ci rispiega convinto che la sua tesi sulla Seconda guerra mondiale è a prova di bomba. Infatti nessuno storico professionista mi ha contraddetto, ha asserito compunto. Chiediamo rispettosamente scusa. Ma perché mai gli storici professionisti dovrebbero occuparsi di Orsini? Non hanno nemmeno contraddetto il professor Jonathan Israel che ha sostenuto e in un testo tradotto in tutto il mondo, che Robespierre fosse un controrivoluzionario. Perché bisognerebbe contraddire uno sconosciuto che sostiene che Hitler fosse un ometto pacifico? Il problema di Orsini non sono gli abbagli più o meno gravi che prende sulla storia, come non sarebbe nemmeno un pregio se egli improvvisamente si mettesse a fornire un’interpretazione attendibile della stessa. Sostenga quello che gli pare.
Il problema riguarda solo la tempestività, questa è agghiacciante, il suo sostenere le ragioni di un aggressore, confondendo fra loro storia e politica, verità e menzogna, accusando chi non la pensa come lui, distribuendo giudizi sui leader occidentali che rappresentano i loro liberi parlamenti. Questo ripugna ad un democratico sincero come Furio Colombo e francamente anche a chiunque abbia un qualche legame con la democrazia nel suo complesso.







