Che sull’Ucraina Salvini la pensi come Conte e Fratoianni non è una novità, semmai non si capisce perché la Lega sostenga l’autonomia differenziata e insieme il centralismo del Cremlino, problemi dell’onorevole Meloni. Eppure, l’argomento sollevato questa volta dal leader della Lega non è privo di senso, tutt’altro. Come si fa a dare soldi, anche se l’Italia ne da pochi, per la verità, e armi, ad un paese che nonostante la guerra ha un governo che ci lucra sopra? Che poi Zelensky ripulisca ogni volta il governo, conta fino ad un certo punto. L’Ucraina, come tutti i paesi del blocco comunista, ha una tradizione di corruzione davanti alla quale i galeotti di Tangentopoli sembrano boyscout. In ogni caso Zelensky ha dimostrato di non saper scegliere gli uomini di governo. Allo stesso tempo, la risposta a Salvini del ministro Crosetto, è completamente sbagliata dal momento che l’Europa sta armando e finanziando non un paese del dopo guerra come l’America fece con l’Italia e la Germania per la ricostruzione, ma un paese che combatte da più di tre anni, senza sapere quando potrà smettere. Per cui il rischio che la guerra alimenti ruberie di vario tipo e che Zelensky o chi per lui non sappia evitarle, è autentico e dovrebbe preoccupare tutti i governi cobelligeranti.
Fu Roosevelt che dopo aver lesinato armi all’Inghilterra decise di darle anche alla Russia di Stalin sollevando non poche obiezioni in patria. Il presidente statunitense era convinto che la Russia si sarebbe democratizzata e non aveva idea alcuna delle prospettive a cui sarebbe andato incontro l’universo mondo, tanto che né Truman né Kennedy furono disposti ad aiutare militarmente paesi terzi senza la presenza delle loro truppe. A proposito di corruzione, Kennedy fu persino più radicale di Truman. Sostenne il colpo di stato militare per far fuori il presidente sud vietnamita Ngo Din Ndiem. Ndiem era talmente corrotto che se non avesse ricevuto soldi dai nord americani, si sarebbe venduto ai nord vietnamiti che pure lo avevano invaso.
Per questo ha sorpreso l’approccio di Biden alla questione ucraina, miliardi di aiuti militari senza inviare soldati sul campo. Un cambio di regime improvviso, Zelensky viene scalzato da una fazione filo russa ed ecco che l’America e l’Europa hanno armato e finanziato la Russia indirettamente e con una tecnologia superiore a quella di cui Putin dispone.
Un modo di sostenere con sicurezza l’Ucraina era quello delle sanzioni alla Russia che come però è oramai evidente, viene facilmente aggirato dagli stessi paesi che le sanzioni le comminano, oltre che da quelli che proprio le ignorano. Nessun paese al mondo ha mai vinto la guerra con le sanzioni. Invece bisogna mandare le truppe ed armare e finanziare queste, non il governo ucraino che è stato armato e finanziato fin troppo, tanto da aver fatto della guerra un business.
L’Europa presa dalla sua linea di propaganda irreale, ancora non si è accorta di essere arrivata al punto. Se vuole la pace ad Est, non può affidarsi all’Ucraina, deve intervenire essa stessa direttamente con i suoi uomini sul campo e assumersi tutti i rischi che questo comporta. Altrimenti continuerà a dispensare soldi nella speranza che Zelensky riesca ad impiegarli tutti per la guerra, una guerra permanente, la sola ricchezza dell’Ucraina sotto le bombe.
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