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La legge della giungla

Riccardo Bruno di Riccardo Bruno
22 Maggio 2026
in L'editoriale
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I gonzi saranno rimasti impressionati dalle manovre congiunte con arme nucleari di Russia e Bielorussia a ridosso del confine ucraino. A parte che la Bielorussia non ha dato un solo soldato a Putin per combattere in Ucraina e non rischia nessuna ritorsione all’interno del suo territorio, alla Russia converrebbe trasferire da Lukascenko tutto il suo materiale bellico che viene colpito sino a 800 chilometri di distanza, Putin non può passare da una “operazione speciale” alla guerra atomica. Anche se gli sarebbe necessario. La Russia viene bombardata ogni giorno. Ma le conseguenze di un’esplosione atomica a ridosso del suo stesso territorio o di quello in cui agiscono i suoi soldati, gli si ritorcerebbero contro, esattamente come avvenne con l’esplosione di Cernobyl. Putin potrebbe mettere nel mirino giusto l’Inghilterra che pure è la più preparata a fronteggiare un allarme atomico. La Germania e la Polonia sono nelle stesse condizioni di confine dell’Ucraina. La Francia? I russi acquistavano lo champagne persino durante le guerre napoleoniche e vorrebbero trasferirsi in Borgogna. In Spagna vanno in vacanza. Quanto all’ Italia, ci sono più filo russi da noi che al Cremlino.

La Russia non ha mai preparato una guerra atomica contro l’Occidente. In Occidente la Russia vuole espandersi, non distruggerlo. La prima cosa che Breznev chiese a Nixon al tempo della distensione è come l’America avrebbe reagito in caso di attacco atomico sovietico alla Cina. La Cina era il principale target di Mosca, non certo il mondo occidentale con cui si era vinta la seconda guerra mondiale. Putin, un piccolo funzionario dello Fsb che deve la sua ascesa alle relazioni con la criminalità di Pietroburgo, non capisce la geopolitica del suo stesso paese. Krusciov l’aveva donata la Crimea all’Ucraina e lui se l’è ripresa. Xi è ben felice di coccolarselo. Il leader cinese ha vissuto l’intera storia del comunismo, passando per il carcere. Ancora fatica a credere di essersi ritrovato un simile burattino fra le mani. Lo ha usato e visti i risultati si prepara a tagliargli i fili. Per questo nel vertice di Pechino, la parola d’ordine è stata No alla legge della giungla. La legge della giungla voleva praticarla Putin e l’ha vinta Zelensky. Poi è arrivato Trump, un gorilla enorme.

In quanto ad atomiche con l’America c’è poco da scherzare. L’America è l’unica ad avere un mezzo sicuro per usarle, il bombardiere B2 rider, che i radar sussi non intercettano. Quando si parla degli obiettivi della guerra in Iran, bisogna anche considerare i B2, per la prima volta in azione. Fino a quel momento avevano solo avuto un impiego nelle esercitazioni. Adesso russi e cinesi sanno di non poterli vedere arrivare. In quanto ad armamenti i russi hanno un solo record autentico, la velocità, i missili Zircon per fare un esempio. Quanto alla capacità di precisione di simili vettori, non c’è nessuna cognizione. In ogni caso, gli Zircon si vedono eccome. I B2 no. Quale paese ha voglia di esporsi in simili condizioni? Cina e Russia sono amanti della pace e la propongono, si può credere loro volentieri. La Cina non ha nessun piano operativo per l’invasione di Taiwan, al limite lo predisporrà fra dieci anni e il tempo dell’aggressione all’Ucraina è contato. Oramai è la Russia che viene aggredita dall’Ucraina.

L’America invece non ha nessuna intenzione di fermarsi, la portaerei Nimitz è stata inviata a Cuba, altro che multipolarismo. Che interesse potrebbe mai avere l’America a condividere il mondo con i reietti del comunismo, o i santoni della repubblica islamica? Come fa l’America a provare una qualche simpatia per un’Europa, che tirata fuori per i capelli dal nazi fascismo, ottant’anni dopo manifesta per i terroristi palestinesi e commercia tranquillamente con gli iraniani ed i cinesi? Un’Europa che fatti i campi di concentramento per gli ebrei, adesso sanziona Israele. L’America ritiene l’Europa già da un’altra parte e si può anche sperare che questo sia solo l’effetto Trump, destinato ad esaurirsi a breve. Altrimenti, è Trump ad essere il prodotto delle più profonde convinzioni della democrazia americana, rispetto a chi la democrazia nemmeno sapeva dove stesse più di casa.

licenza pixabay

Tags: PutinXi
Riccardo Bruno

Riccardo Bruno

Riccardo Bruno si è laureato in Storia della Filosofia presso l'Università di Roma La Sapienza nel 1988. Dal 1987 al 1989 collabora all'Ufficio esteri del PRI diretto dall'onorevole Vittorio Olcese. Dal 1994 è capo ufficio stampa del PRI, dal 1995 giornalista professionista iscritto alla stampa parlamentare. Nel 1999 è capo redattore de La Voce Repubblicana. È stato poi editorialista per il Foglio di Giuliano Ferrara e l'Indipendente di Vittorio Feltri. Dal 2019 è prima vice direttore de La Voce Repubblicana e poi direttore politico

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