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La reazione si accoppia con la Rivoluzione

Riccardo Bruno di Riccardo Bruno
3 Ottobre 2025
in L'editoriale
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Il più grande rivoluzionario dell’800 fu Giuseppe Mazzini. Fallì in Savoia, vero, poi rovesciò il governo di Milano, di Roma e di Palermo. Fosse riuscito a consolidare il potere sarebbe stato anche uno statista, fu invece un esule. Il suo principale rivale, Karl Marx, fece una sola rivoluzione, in salotto con la domestica. Per il resto elaborò una dottrina talmente complessa ed astratta che i suoi successori ritennero semplicemente necessario disfarsene. Lenin e Mussolini puntarono direttamente al colpo di Stato, mentre Mao ed Ho ci min fecero la loro in una società completamente deindustrializzata, pre capitalista, come poi Fidel Castro del resto.

Ci fosse un solo rivoluzionario del ‘900 che avesse potuto affermare di aver seguito Marx alla lettera. Ciò non toglie che Marx non fosse dotato di qualità intellettuali molto superiori ai suoi successori. Egli era pur sempre un discendente dell’idealismo tedesco e comprendeva fenomeni di cui i suoi epigoni non si accorgono nemmeno. Il principale era che ad una rivoluzione corrisponde sempre una reazione, e che persino rivoluzione e reazione si accoppiano. Pare incredibile che dimenticato Marx, si sia dimenticato anche Hegel.

Non c’è una sola possibilità che tutto il moto scatenato in Italia in questi giorni possa influire sul governo Netanyahu, che nemmeno se ne accorge. In compenso lo avvertiranno i cittadini italiani, come disagio e parossismo. Per quanto il ministro Salvini avrebbe tutte le ragioni costituzionali per precettare lo sciopero di oggi, ha deciso di non farlo. Salvini è miglior tattico di Landini, si affida alla collera della popolazione nei confronti di un ideologo scarso, verboso e prepotente come il segretario della Cgil.

Ci sarebbero diecimila ragioni perché il sindacato e gli studenti indissero uno sciopero generale. l’Ilva è andata a scatafascio alla faccia delle rassicurazioni del ministro Urso, Alitalia ha finito la cassa integrazione e passerà ai licenziamenti, addio ai mirabolanti piani di rilancio. Stellantis pure peggio. I salari sono i più bassi di Europa, tanto che ci si può persino vantare di aver aumentato l’occupazione. Quanto alle scuole abbiamo professori universitari convinti che la Palestina sia occupata da 75 anni. Che significa che bisogna farli tornare alle elementari, e lo chiede persino Marco Travaglio. Ci fosse Lama, senza scomodare Di Vittorio, un governo fallimentare come questo entrerebbe in crisi in 24 ore. C’è invece Landini che inseguendo una causa mediorientale finirà con il rafforzarlo e magari peggio.

Anche qui Marx a Landini starebbe stato utile, essendo il tedesco attento a muoversi sempre e comunque all’interno del pensiero e del mondo occidentale. Già questo era complesso e difficile da comprendere, figurarsi cimentarsi con questioni del lontano oriente, del mondo arabo. Cioè, proprio da incosciente, quello in cui Landini si è subito tuffato.

Museo del Risorgimento mazziniano Genova

Tags: MarxMazzini
Riccardo Bruno

Riccardo Bruno

Riccardo Bruno si è laureato in Storia della Filosofia presso l'Università di Roma La Sapienza nel 1988. Dal 1987 al 1989 collabora all'Ufficio esteri del PRI diretto dall'onorevole Vittorio Olcese. Dal 1994 è capo ufficio stampa del PRI, dal 1995 giornalista professionista iscritto alla stampa parlamentare. Nel 1999 è capo redattore de La Voce Repubblicana. È stato poi editorialista per il Foglio di Giuliano Ferrara e l'Indipendente di Vittorio Feltri. Dal 2019 è prima vice direttore de La Voce Repubblicana e poi direttore politico

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