C’è tanta carne al fuoco nel settore delle infrastrutture in Romagna, subregione con 1,1 milioni di abitanti che contribuisce per il 25% (38 miliardi di euro) al Pil dell’Emilia-Romagna e per il 2% a quello nazionale anche grazie al turismo balneare che nel 2023 ha fatto registrare il record di 61 milioni di presenze nonostante l’alluvione che l’aveva devastata a metà maggio. È emerso nel corso del convegno ‘Infrastrutture e collegamenti, nuova sfida della Romagna per lo sviluppo del Paese’ che la Federazione regionale del Pri ha organizzato con relatori di alto livello negli splendidi ambienti del Circolo Aurora di Forlì.
La Romagna è in sostanza una grande metropoli con quattro centri principali (Rimini, Ravenna, Forlì e Cesena) e numerosi centri minori. A lanciare la sfida col progetto Città Romagna, ha ricordato il presidente Roberto Bozzi, ci ha provato tre anni fa Confindustria Romagna che quest’anno lo rilancerà per rafforzare il territorio sotto i punti di vista infrastrutturale, idrogeologico, culturale e identitario.
A delineare il futuro, per certi aspetti ancora lontano, ci ha pensato l’assessore regionale Andrea Corsini che ha tra le tante deleghe anche quella alle reti infrastrutturali: «Lavoriamo molto sul nodo autostradale e ferroviario di Bologna, il più congestionato d’Italia – ha detto Corsini –. Quando riusciremo a realizzare il Passante che aggiungerà una corsia in ogni senso di marcia sia per l’autostrada che per la tangenziale, e a raddoppiare la linea ferroviaria Adriatica tra Bologna e Castel Bolognese portandola a quattro binari avremo effetti molto positivi anche per la Romagna, col turismo in prima fila. E poi stiamo realizzando la tangenziale est di Forlì, abbiamo in programma la tangenziale di Ravenna, la terza corsia dell’A13 tra Bologna e Ferrara, l’allargamento a quattro corsie dell’A14 fra San Lazzaro e la diramazione per Ravenna con i cantieri già aperti. Per la zona costiera c’è già il progetto per l’allargamento e messa in sicurezza della Statale 16 ed è in progettazione la Nuova Romea da Ravenna a Mestre con due corsie per ogni senso di marcia».
Un capitolo a parte Corsini lo ha dedicato agli aeroporti: «Forlì e Rimini possono convivere, io ci credo, ma solo se non si sovrappongono: Forlì dovrà sviluppare soprattutto il settore cargo in collegamento col porto di Ravenna, dove speriamo sia istituita la ZLS (Zona logistica semplificata) che riguarda 28 comuni: l’abbiamo chiesta al Governo un anno e mezzo fa, ma non c’è stata ancora una risposta positiva».
Il convegno, moderato dal presidente della Federazione regionale del Pri, Marcello Rivizzigno, è stato aperto dal saluto del sindaco di Forlì Gian Luca Zattini e dagli interventi di Eugenio Fusignani, vicesindaco di Ravenna e segretario regionale del Pri, e Giannantonio Mingozzi, presidente del Terminal Container del porto di Ravenna.
Il presidente di Confindustria Romagna Roberto Bozzi ha evidenziato anche la carenza di alloggi che si è acutizzata dopo l’alluvione, per cui ci sono difficoltà a far venire in Romagna lavoratori da fuori, problema molto grave poiché in Romagna l’occupazione è sostanzialmente piena. Sono poi intervenuti Carlo Battistini e Giorgio Guberti, presidenti delle Camere di commercio di Forlì-Cesena-Rimini e di Ravenna-Ferrara.
A tirare le conclusioni è stato Corrado De Rinaldis Saponaro, segretario nazionale del Pri: «Integrazione e velocizzazione devono essere le parole d’ordine per dare un’ulteriore possibilità di sviluppo ai giovani romagnoli e italiani».







