sabato, 11 Luglio 2026
  • Login
  • Register
LA VOCE REPUBBLICANA
Giornale di politica e attualità fondato nel 1921 | Editore: Partito Repubblicano Italiano
  • Home
  • Attualità
    • Guerra in Ucraina
  • Cultura
    • La Biblioteca Repubblicana
  • Economia
  • L’editoriale
  • La Nota Politica
    • Il Pri informa
No Result
View All Result
  • Home
  • Attualità
    • Guerra in Ucraina
  • Cultura
    • La Biblioteca Repubblicana
  • Economia
  • L’editoriale
  • La Nota Politica
    • Il Pri informa
No Result
View All Result
LA VOCE REPUBBLICANA
No Result
View All Result


La storia la scrivono i vincitori, i vinti al limite la contestano

Riccardo Bruno di Riccardo Bruno
1 Aprile 2023
in L'editoriale
2
Condividi su FacebookTwittaCondividi su WhatsApp

Il battaglione Bozen era regolarmente inquadrato nelle SS e trasferito a Roma con compiti operativi di difesa e sorveglianza della capitale. Per cui se si vuole discutere dell’attentato compiuto a via Rasella è inutile stare a dire che si trattava di giovani riservisti o di anziani musicisti. Il Bozen era un obiettivo militare perfettamente compatibile per i nemici della Germania nazista. Questione completamente diversa se si tratta invece di discutere il senso strategico di un attentato del genere, problema che certo non ebbe la resistenza Cecoslovacca. Nel 1942, ovvero quando la Germania nazista dominava l’Europa e non che fuggiva dall’Italia inseguita dagli alleati, gli antifascisti di Praga sostennero il commando inglese che eliminò Heydrich, Reichprotektor e numero due delle SS. Perché allora, il comando del Gap non discusse con il Cln la decisione di fare un attentato contro la truppa? Questa è la domanda che resta inevasa su via Rasella e che lascia aperte tutte le implicazioni che gli storici desiderano fare a quasi ottant’anni da quell’evento. C’è chi sostiene che il Cln mai avrebbe autorizzato una simile operazione, chi che il Gap voleva solo farsi notare dai vertici del partito comunista, chi che il partito comunista voleva intimidire gli alleati del Cln, e persino chi scrive che i comunisti volevano far massacrare i membri degli altri partiti antifascisti già incarcerati. Di certo c’è solo che se si voleva indurre il popolo romano all’insurrezione, via Rasella mancò completamente l’obiettivo politico e militare.

Davanti ad una situazione così complessa il presidente del Senato, senatore La Russa, avrebbe dovuto dimostrare se non doti di storico, per lo meno doti di maggiore equilibrio istituzionale. A sua discolpa possiamo solo considerare la formazione culturale che lo induce a una lettura completamente diversa da quella ufficiale. Il movimento sociale in cui è cresciuto La Russa non ritiene il fascismo responsabile della strage delle Fosse Ardeatine perché ha pianto la fine del fascismo nel 1943 e non per causa di una ribellione partigiana, ma per un voto del Gran Consiglio e poi il tradimento della Corona. Da quel momento, il fascismo divenne un ectoplasma tale da non potere essere derubricato nemmeno a complice dei tedeschi. Fu solo il loro zimbello. La Repubblica sociale non poteva quasi niente in alta Italia, figurarsi a Roma, tanto è vero che lo Stato italiano per la strage della Fosse ardeatine condannò Kappler, mica il prefetto di Roma. Il problema vero è che abbiamo fatto scappare Kappler e poi ci siamo ritrovati in una situazione a dir poco imbarazzante con un invecchiato capitano delle SS rimasto in carcere. Tutti nazisti insomma, i missini non hanno mai considerato i fascisti responsabili. La decima Mas che collaborò al rastrellamento non era inquadrata nell’esercito di Salò, collaborava con i tedeschi come esercito regio. Un bel problema perché il fascismo italiano è responsabile dell’intera epopea. Lo dice Hitler e gli si può credere, che senza Mussolini, quello sarebbe rimasto una spia della polizia della scalcinata repubblica di Weimar, manco gli passava per la testa di diventare il Fuhrer della Germania, provinciale austriaco com’era.

Considerata questa situazione regressa la voce repubblicana ebbe un contenzioso con il presidente della Camera Luciano Violante, quando a metà della legislatura che aveva portato al governo l’Ulivo, propose una pacificazione con i post fascisti. Idea generosa ma che avrebbe preteso per lo meno che si riconoscesse comunemente il fascismo colpevole e nel torto. Solo per averlo detto dai partiti della maggioranza che sosteneva il presidente Violante ci si rispose che eravamo anacronistici, che non avevamo cuore, che volevamo continuare la guerra civile. Per la verità la voce ricordava ai nostri meravigliosi alleati di allora che la storia la scrivono i vincitori. I vinti la contestano. Se poi i vinti di ieri ottengono una rivincita, state sicuri che subito la riscrivono.

Tags: La Russa
Riccardo Bruno

Riccardo Bruno

Riccardo Bruno si è laureato in Storia della Filosofia presso l'Università di Roma La Sapienza nel 1988. Dal 1987 al 1989 collabora all'Ufficio esteri del PRI diretto dall'onorevole Vittorio Olcese. Dal 1994 è capo ufficio stampa del PRI, dal 1995 giornalista professionista iscritto alla stampa parlamentare. Nel 1999 è capo redattore de La Voce Repubblicana. È stato poi editorialista per il Foglio di Giuliano Ferrara e l'Indipendente di Vittorio Feltri. Dal 2019 è prima vice direttore de La Voce Repubblicana e poi direttore politico

Altri Articoli

Un campo largo sempre più ristretto

Un campo largo sempre più ristretto

C’è un momento preciso in cui una coalizione politica smette di essere un’alternativa di governo e si trasforma in una...

Crisi energetica, responsabilità fiscale

Una soluzione pragmatica sull’energia

Lo scenario energetico ed economico globale si sta drammaticamente complicando, mettendo a serio rischio la tenuta di famiglie e imprese....

L’adesione dell’Ucraina all’Unione europea

L’adesione dell’Ucraina all’Unione europea

L'ipotesi di un'adesione dell'Ucraina all'Unione europea, non è qualcosa che si possa prendere a cuor leggero. Oltre ad aspetti storici...

L’unità immaginaria dell’Occidente

L’unità immaginaria dell’Occidente

Quando Alessandro conquistava la Persia, i greci iniziarono a pensare che fosse matto. Un conto era difendere le città dagli...

Prossimo articolo
Il Pri di Brindisi prepara le prossime amministrative

La maschera più feroce della Repubblica

Comments 2

  1. Piero serra says:
    3 anni ago

    Riccardo, commento eccellente ineccepibile. Al pari di pressoché tutti i contributi che dai. Grazie.

    Rispondi
  2. Barraco Tarlati Bartolomeo Walter says:
    3 anni ago

    La verità sta nel titolo, ma una domanda credo sia lecita: perché chi ha messo la bomba in via Rasella non si è costituito. Sappiamo il nome, era rosso come il fuoco. Per Violante non possiamo dimenticare che ha fondato la sua carriera politica con l’accusa a Pacciardi di golpista, nello stesso periodo ho conosciuto ad Orbetello Valerio Borghese con la compagna liberi a passeggiare per il corso nonostante un mandato di cattura. Vi sembra normale…

    Rispondi

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Consigliati

La vera ispirazione del Manifesto di Ventotene

La vera ispirazione del Manifesto di Ventotene

Rimini intitola la rotonda della Fiera a Ugo La Malfa

Rimini intitola la rotonda della Fiera a Ugo La Malfa

Articoli Popolari

  • Foto Sailko, Baron Antoine-Jean Gros | CC BY 3.0

    Il giovane Hegel e lo Spirito del mondo a cavallo

    1089 Condivisioni
    Condividi 436 Tweet 272
  • Il documento della Direzione Nazionale del Pri dell’8 agosto

    1083 Condivisioni
    Condividi 433 Tweet 271
  • Barbero, l’inutilità della filosofia e il segreto dei Templari

    1052 Condivisioni
    Condividi 421 Tweet 263
  • Il bipolarismo fasullo, intervista a Luigi Marattin

    955 Condivisioni
    Condividi 382 Tweet 239
  • Piero Angela, i complottisti e le bandiere

    883 Condivisioni
    Condividi 353 Tweet 221

LA VOCE REPUBBLICANA

Giornale di politica e attualità fondato nel 1921

Edizione online iscrizione n.136 del 02/12/2020
del Tribunale Ordinario di Roma
Direttore Responsabile: Paolo Morelli
Direttore Politico: Riccardo Bruno
Coordinamento direzione: Mauro Cascio

  • Privacy e Cookie Policy

© 2022 La Voce Repubblicana - Giornale di politica e attualità fondato nel 1921 | Partito Repubblicano Italiano

No Result
View All Result
  • Home
  • Attualità / Politica
    • Guerra in Ucraina
  • Economia
  • L’Editoriale
  • La Nota Politica
    • Il Pri informa
  • Cultura
    • La Biblioteca Repubblicana
  • Privacy e Cookie Policy

© 2022 La Voce Repubblicana - Giornale di politica e attualità fondato nel 1921 | Partito Repubblicano Italiano

Welcome Back!

Login to your account below

Forgotten Password? Sign Up

Create New Account!

Fill the forms below to register

All fields are required. Log In

Retrieve your password

Please enter your username or email address to reset your password.

Log In
Cookie Policy
Sul nostro sito web utilizziamo i cookie per offrirti l'esperienza più pertinente possibile ricordando le tue preferenze nelle successive visite. Cliccando su "Accetta tutti", acconsenti all'uso di TUTTI i cookie. Tuttavia, puoi visitare "Configurazione Cookie" per fornire un consenso controllato.
Configurazione CookieAccetta Tutto
Revisione consensi

Privacy Overview

This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
Necessary
Sempre abilitato
Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. These cookies ensure basic functionalities and security features of the website, anonymously.
CookieDurataDescrizione
cookielawinfo-checkbox-analytics11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Analytics".
cookielawinfo-checkbox-functional11 monthsThe cookie is set by GDPR cookie consent to record the user consent for the cookies in the category "Functional".
cookielawinfo-checkbox-necessary11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookies is used to store the user consent for the cookies in the category "Necessary".
cookielawinfo-checkbox-others11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Other.
cookielawinfo-checkbox-performance11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Performance".
viewed_cookie_policy11 monthsThe cookie is set by the GDPR Cookie Consent plugin and is used to store whether or not user has consented to the use of cookies. It does not store any personal data.
Functional
Functional cookies help to perform certain functionalities like sharing the content of the website on social media platforms, collect feedbacks, and other third-party features.
Performance
Performance cookies are used to understand and analyze the key performance indexes of the website which helps in delivering a better user experience for the visitors.
Analytics
Analytical cookies are used to understand how visitors interact with the website. These cookies help provide information on metrics the number of visitors, bounce rate, traffic source, etc.
Advertisement
Advertisement cookies are used to provide visitors with relevant ads and marketing campaigns. These cookies track visitors across websites and collect information to provide customized ads.
Others
Other uncategorized cookies are those that are being analyzed and have not been classified into a category as yet.
ACCETTA E SALVA