Il ministero degli Esteri di Pyongyang ha definito il nuovo sistema di difesa missilistica americano “una iniziativa minacciosa’” rivolta contro “la sicurezza strategica degli stati dotati di armi nucleari”. L’analisi nord coreana è puntualissima ed impeccabile. Lo scudo missilistico Golden Dome, appena pianificato, completa un quadro di riarmo americano di grande ambizione tecnologica nell’ambito aereo spaziale. In poche settimane l’America ha messo in circolazione un nuovo caccia bombardiere F47, con un raggio di azione di 1600 chilometri che vola senza pilota con centinaia di droni al seguito, e questa può essere ancora considerata come una iniziativa di routine. L’industria aereonautica statunitense si aggiorna incessantemente, non farebbe alzare bombardieri vecchi come i Tupolev, li terrebbe in un museo. Non si può invece considerare di routine, al contrario, il lancio del nuovo missile intercontinentale Minuteman III caduto nelle isole Marshall. Questo è stato a tutti gli effetti qualcosa di davvero inusuale e persino sconcertante
Trump ha vinto le elezioni promettendo al popolo americano di realizzare la pace in 48 ore con la Russia. L’americano medio non capisce mai la ragione per la quale la nazione si impegna lontano dai suoi confini. Non volevano la guerra con la Germania per la Francia, figurarsi con la Russia per l’Ucraina. Se Putin vuole riprendersi la Crimea, oppure volesse la Bulgaria, la Lettonia, perché intervenire? L’Unione sovietica arrivava sino a Berlino e pure ha fatto bancarotta e l’Unione sovietica controllava paesi come la Siria, che Putin ha perso clamorosamente. Trump ha quindi espresso un sentimento diffuso popolare e si è messo a dare schiaffoni a Zelensky per riprendere i contatti con Putin. Così come ci sono bambini che al cinema amano i gangster, potrebbe persino essere che Trump abbia simpatia per Putin. Resta il fatto che il presidente degli Stati Uniti non è il sovrano assoluto della politica estera del paese. L’America ha una complessità governativa per ogni settore della vita pubblica, in particolare il Dipartimento di Stato, il Foreign Affair, gli istituti di sicurezza nazionale. Tutti impegnati nella continuità delle scelte politiche fatte e molto orgogliosi dello svolgimento del proprio ruolo. Cosa che vale per l’intera struttura statale. Trump vorrebbe scaricare il presidente della Fed ed è tanto ingenuo da dirlo pubblicamente. Quello se la ride e gli fa marameo.. Non che gli altri presidenti si sono poi trovati meglio. Obama voleva lasciare l’Afghanistan appena preso Bin Laden e ha dovuto aspettare il 2018. Voleva l’asciare l’Iraq anche prima, non avrebbe mai voluto esserci andato in Iraq Obama e pure gli americani ancora oggi sono in Iraq, vi dovrebbero restare fino al 2028.
A rigore di logica non si può nemmeno dire che il rafforzamento della difesa statunitense compiuto in queste settimane sia dovuto ad un mandato diretto di Trump, piuttosto di essere stato avviato precedentemente. Una simile combinazione di strumenti strategici ed operativi, bisogna anche considerare il nuovo dislocamento delle forze americane nel Pacifico, quello nel golfo Persico, la rivendicazione della Groenlandia, non si vedeva dal tempo della seconda guerra mondiale. E si comprende perfettamente, se davvero il presidente degli Stati uniti d’America ritiene, come ha detto ieri, quello russo, impazzito, ovvero capace di tutto. Quando uno è capace di tutto, bisogna pure preoccuparsi di fermarlo. L’intera macchina bellica americana sembra essere predisposta per farlo. Non sappiamo se Trump se ne sia accorto.
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