Gaetano Caltagirone, in una lunga intervista a Bloomberg rilasciata questo 27 maggio, parla, tra le altre tante cose della sua vita di imprenditore di successo, del futuro di Generali. A proposito ci informa che il suo prioritario impegno è quello di impedire che questo asset strategico vada a finire nelle mani sbagliate.
Giustamente egli ritiene che una grande azienda che opera nella raccolta del risparmio privato deve poi investire le risorse finanziarie per il sostegno della crescita economica e sociale del Paese. Questa positiva riflessione offre ora una più chiara chiave di lettura su quale probabilmente fosse il reale obiettivo alla base dell’Ops ché con la regia più o meno occulta del trio Giorgetti, Caltagirone, Milleri ( Del Vecchio) puntava all’acquisizione del pacchetto azionario di Mediobanca, che custodisce nel suo attivo patrimoniale il 13 % proprio di Generali.
Quindi quella che poteva sembrare un’ operazione strategicamente discutibile, puntava in realtà all’obiettivo di spostare il controllo azionario di Generali verso soggetti privati, peraltro senza detenere una spiccata esperienza nel business assicurativo.
Pur apprezzando l’ intento socialmente positivo espresso da Caltagirone nell’intervista a Bloomberg, non possiamo che affermare che la tutela dell’assetto azionario di un’azienda campione nazionale non può che essere efficacemente allocata nella responsabilità del governo nazionale del paese stesso. Se il governo, nella fattispecie, abdica da tale alta responsabilità, allora si potrebbe porre un problema politico di grave e straordinaria portata.
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