Nell’antica Grecia l’opinione non corrispondeva alla conoscenza. La Doxa poteva sempre sfuggire all’apparenza, per non dire che era nascosta dietro di essa. I greci quando volevano conoscere il loro futuro più che ai pitagorici si rivolgevano agli aruspici. Distaccata l’apparenza dalla verità delle cose, servivano le profezie per rappresentare gli avvenimenti. Anche sacerdoti come la Pizia erano prudenti riguardo l’annunciare la morte di qualcuno. I greci avevano piena consapevolezza della fragilità della vita umana. Aspettavano sempre di vedere il cadavere del loro nemico per dichiararlo tale. L’onorevole Annunziata si è lasciata andare sulla morte di Zelensky, e si è subito corretta. Non voleva fare predizioni, ma denunciare le malevole intenzioni di Putin. Solo che allora Annunziata non avrebbe detto niente di nuovo. Le cronache riportano da almeno tre anni che Putin ha provato ad ammazzare Zelensky e pure sono morti quelli che aveva inviato.
Zelensky si sposta da un capo all’altro del mondo. Ieri in Vaticano, l’altro ieri a Washington, quando Putin gira per la federazione russa su in treno blindato. Questa l’apparenza. Se qualcuno vuole attenervisi dovrebbe ricordare che Zelensky nonostante in tentativi di ucciderlo, è ancora vivo, non dirci che è già morto. Questo potrebbero assicurarlo solo i sacerdoti di un culto esoterico, quello dello FSB, che ha preso il posto del Kgb.
Poichè alla bile non si comanda, gli associati di Putin sono furiosi di questa mera apparenza per cui Zekensky passeggia per San Pietro e partecipa ai colloqui con Trump. Dice l’Annunziata, Zelensky muore e Trump sarà costretto a guardare da un’altra parte. Come se vi fosse un qualche leader ucraino pro Putin alla finestra. Se c’è una cosa che hanno dimostrato questi tre anni di guerra è che non si è visto un qualche filo russo prendere piede da nessuna parte. Bisognerebbe cercarne i cadaveri sotto le macerie di Mariupol e Bakmuth dato che a Bachu o a Izyum, certo non ce ne dovrebbero stare.
L’aspetto più penoso delle parole dell’onorevole Annunziata è il paragone fra Zelensky ed “il cuoco”, Prighozhim, che pure un cuoco non era affatto. Prighozhin è stato uno dei principali oligarchi di Putin, l’ideatore del blitz vincente in Crimea nel 2014, lo stesso che ha espanso il dominio russo sino all’Africa. Una volta richiamato per combattere in Ucraina con successo, è stato ucciso. Lui si che è morto.. Cosa c’entra Zelensky con Prigozhin? Zelensky non è un ribelle, è un capo di Stato indipendente. Purtroppo questo paragone improprio, non può essere smentito dall’onorevole Annunziata e rivela la sua esatta idea sullo stato del conflitto. Trattasti di una mera ribellione alla sacra unità della federazione russa. Gli americani, che amano il grande giornalismo, hanno più volte premiato la professionalità di Lucia Annunziata . Stupisce che i russi ancora non le abbiano dato nemmeno un riconoscimento.
Fosse l’onorevole Annunziata una sola parlamentare, si potrebbe dire all’onorevole Schlein di stare più attenta alle sue candidature. Se non il Pd, il Pse è pur sempre un partito che sostiene l’indipendenza ucraina. Disgraziatamente l’onorevole Annunziata è stata presidente della Rai e a lungo sua produttrice, il che da l’idea di quali soggetti si possano trovare nel servizio pubblico. L’Italia è il paese più vicino alla Russia di tutto il continente grazie ai suoi opinionisti.
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