Se ne sono sentite e lette tante in queste ultimissime ore che uno non sa nemmeno più da dove iniziare. Le relazioni ed il diritto internazionale sarebbero stati salvaguardati nella seconda metà del ‘900, per essere fatti precipitare da Donald Trump in poche settimane. Oh bella! E quando Antony Eden contro la nazionalizzazione del canale di Suez mandò i paracadutisti britannici? La Francia lo seguì a ruota, era stata appena cacciata dall’Indocina. Duemila morti egiziani sul campo al primo scontro. Era il 1956, mica il Settecento. L’America davanti all’attacco chiese ad Inghilterra e Francia se fossero impazzite. Marciando sul Cairo rischiavano l’intervento diretto sovietico. Ed era ancora il 1982 quando l’Inghilterra attaccò le Falkland, isolotti che si trovavano dall’altra parte dell’Atlantico. Seicento morti, mille feriti, undicimila prigionieri e venne giù la dittatura argenitna. Mica male come risultato. E certo, il diritto internazionale vai a capire dove stesse. Sicuramente dalla parte dell’America e della Nato quando venne bombardata Belgrado, giusto alla fine del secolo scarso. Nemmeno il governo D’Alema ebbe nulla da ridire a proposito. In compenso le relazioni internazionali con la Serbia non apparvero proprio un granché.
Il presidente Macron merita tutti i riflettori avendo denunciato con forza l’imperialismo americano. L’Eliseo non può tollerare tanta arroganza e si capisce. Nel 1962 la Francia occupava ancora l’ Algeria. E chissà cosa ci faceva Bob Denard in Congo nella guerra per il Katanga. L’Inghilterra nel seicento aveva la pirateria? La Francia nel novecento i mercenari. In entrambi i casi il diritto internazionale era salvo. Magari ci si inquietava giusto un poco quando Mitterand faceva esplodere le atomiche in Polinesia, tremila chilometri dall’Australia, eppure ancora francese. Macron oggi se lo sogna e questo va a suo merito sicuramente, anche se parliamo del 1980.
C’è una bella differenza fra il presunto impero americano e quello francese. Luigi sedici prima di salire sul patibolo chiese di La Pèrouse, l’esploratore scomparso con la sua nave nelle indie orientali. L’ultimo pensiero del Capeto va al suo impero ad oriente, non alla famiglia. Diciotto anni dopo l’America comprò alla Francia la Luisiana che era un terzo del continente. Jefferson avrebbe potuto prendersela con la forza, la Francia non aveva truppe sufficienti. Pagò volentieri per i buoni rapporti con il governo di Parigi e la comune causa rivoluzionaria. L’espansione americana avvenne solo sul suo continente o a danni della Spagna che ancora lo occupava. Anche le Filippine vennero lasciate a loro stesse al termine del 1945, ovvero quando non c’erano più contenziosi con il Giappone. L’imperialismo americano sono le Hawaii. La Groenlandia, guardatevi la mappa, è continente americano, mica europeo. Che diritto internazionale ha la Danimarca, situata dall’altra parte dell’Oceano, sulla Groenlandia? Giusto quello imperiale. Almeno avesse la forza di occuparla la Groenlandia. Abbiamo un lillipuziano a difendere la porta a nord ovest dell’Occidente. Poi ti lamenti che Trump non rispetti il diritto internazionale. Macron, che manderà le truppe in Ucraina quando finisce una guerra che infuria, invece si.
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