L’aspetto positivo della conferenza stampa del presidente del Consiglio, onorevole Meloni, glielo si riconosce volentieri, è che si rende conto che la questione della Groenlandia è complessa. Viste le dichiarazioni del presidente francese Macron, non è poco. L’Italia, trecentomila chilometri quadrati e rotti, dispone della presenza di otto basi miliari americane, probabilmente undici, dodici mila effettivi. La Groenlandia, 2 milioni di chilometri quadrati, ne ha una soltanto, per quanto sofisticatissima possa essere quella di Thule. Rispetto ad una classe politica e ad un’opinione pubblica in generale che lamenta la prepotenza di Trump, l’onorevole Meloni dice agli europei di svegliarsi e sarebbe pure ora.
Per il resto il presidente del consiglio sembra una sonnambula, cominciando dalla Ucraina. Didatticamente l’onorevole Meloni ha spiegato il significato di deterrenza, concetto al quale lei si rimette per intero e parte della sua maggioranza no. Una volta detto che l’Italia non ritiene necessario inviare i soldati, può aver perfettamente ragione, avesse aggiunto come la si sostiene l’Ucraina. Perché se la deterrenza che applica il governo garantisce la pace, bisogna che qualcuno l’avvisi. In Ucraina c’è la guerra. Dove sarebbe la deterrenza? A meno che si pensi che fino a quando la Russia non sconfigge l’Ucraina, non attaccherà noi. Sicuramente una politica di interesse nazionale, non necessariamente un sostegno all’Ucraina. Un sostegno all’Ucraina garantirebbe la pace all’Ucraina, non all’Italia e se l’Ucraina finisse per capitolare, bisognerebbe capire cosa farebbe l’Italia, chiacchiere a parte.
Passando alla sicurezza interna, l’onorevole Meloni ha rivendicato dati concreti, i trentamila nuovi assunti nelle forze di polizia, i decreti del governo, il calo dei crimini comuni. Poi ha aggiunto che spesso la magistratura vanifica il buon lavoro fatto. Se questo fosse il problema, una magistratura schierata contro la positiva laboriosità del governo, la sua decantata riforma sulla separazione delle carriere, non servirebbe a niente. Una Giustizia che vanifica l’operato del potere esecutivo, va sottoposta al Governo e per quanto parte dell’opposizione accusa la riforma volta a raggiungere questo scopo, hai voglia. Gli oppositori sono ottimisti. Ovviamente il presidente del consiglio non ha fatto riferimenti a quando il governo, a sua volta, vanifica il lavoro dei magistrati, scarcerando ricercati dagli organismi internazionali per crimini contro l’umanità, rispedendoli a casetta mentre ci sberleffano.
L’onorevole Meloni se la cava egregiamente sul piano dialettico, dimostrando una certa verve nel disinnescare anche temi esponenzialmente pericolosi, come le relazioni con il Quirinale, che pure meriterebbero un approccio più approfondito. Certe sortite dei suoi colleghi di partito che ricoprono cariche istituzionali, sono state imbarazzanti. Eppure sull’economia l’onorevole Meloni ha balbettato. Il suo governo non ha una qualche idea su come rilanciare l’Italia. Ha un ministro, come Urso, che non ne ha imbroccata una che sia una. Nemmeno il significato inglese di factory, che pure dovrebbe essere di sua competenza. Quanto al povero Giorgetti, lo contestano persino nel suo partito, cosa volete che faccia. L’Italia e sono ormai tre anni, continua un declino disarmante davanti a cui il presidente del consiglio sgrana gli occhi incredula. Sogno, son desta?
Galleria della presidenza del consiglio dei ministri







