Il poter disporre di una grande stampa libera ed indipendente, consente al paese di ottenere un ritratto della verità oggettiva ed incontrovertibile tale da sapere, Corriere della Sera, che Trump è come Hitler. Così come Hitler era alleato ed ammiratore di Stalin, Trump lo è di Putin. Se questo non viene scritto tutti i giorni da prestigiosi editorialisti, più o meno ogni settimana qualcuno di loro corre a dirlo alle trasmissioni televisive a cui partecipa e senza trovare mai uno straccio di contradditore. Eppure sotto il profilo della verità oggettiva ed incontrovertibile, l’amicizia e l’ammirazione e persino l’alleanza politica militare tra Hitler e Stalin, non impedì ad uno di fare la guerra all’altro. Questa avvenne mentre la Russia spediva materie di prima necessità a 24 ore dall’aggressione tedesca, non trent’anni prima che Trump divenisse presidente.
Vero che i russi ricordano sempre volentieri la loro guerra a Hitler e mai la loro alleanza, ma gli editorialisti del Corriere della sera la storia la conoscono sulla punta delle dita, per cui dovrebbero capire che se Hitler e Stalin, si fecero la guerra, perché mai non potrebbero farsela anche Putin e Trump? Quando si tratta di capi di Stato di nazioni storicamente competitive, Russia e Germania, furono in conflitto fra loro da prima di Federico il Grande, non si capisce davvero come si possano sollevare argomenti di ordine personale.
Semmai Russia e Stati Uniti d’America hanno vinto una guerra mondiale insieme, senza mai aver avuto conflitti precedenti fra i loro stati. L’ordine mondiale riposa sulla loro alleanza. Un argomento che ha condizionato l’intera guerra fredda, tale per cui persino quando l’Unione sovietica inviava i carri armati a Praga e li inviava con successo, il presidente americano ospitava il leader russo nella sua tenuta privata. Anche i momenti di maggior crisi fra Russia e Stati Uniti, Cuba nel 1962, non hanno mai preso la via dello scontro diretto. Altrimenti ci sarebbe stata la terza guerra mondiale. Forse al Corriere della sera si spera che questa esploda ora che non c’è più il comunismo a dividere Stati Uniti e Russia. I russi sono comunque diabolici. Non leggono il Corriere della sera e accusano l’America di averle sollevato contro l’Ucraina. Da quando poi c’è Trump, l’Ucraina non ha più i limiti nel colpire gli obiettivi russi che Biden ed i leader europei avevano posto. L’Ucraina grazie a Trump da un anno fa saltare per aria tutto quello che vuole. Se poi davvero Trump fosse alleato e sodale di Putin, assisteremmo ad un prodigio militare eccezionale. L”Ucraina non solo ha resistito contro la Russia ma anche contro la Russia e l’America unite. L’Ucraina è diventata una potenza mondiale di prima grandezza. Pensare che disponeva di fucili di cartone tre mesi prima di essere invasa.
Mentre al Corriere della sera ci spiegano la geopolitica, a La Stampa ci dicono come Trump stia sistematicamente alterando la democrazia americana, attaccando tutti i contropoteri che la caratterizzano. In effetti questa anche è una verità oggettiva incontrovertibile, dal momento che molti presidenti statunitensi interpretano il loro ruolo concentrando il potere di cui dispongono esautorandone altri. Roosevelt ignorò la tradizione dei due mandati inaugurata da George Washington, accumulando un potere presidenziale superiore a quello di Lincoln che aveva violato esplicitamente la costituzione. Kennedy mise suo fratello ministro della Giustizia. Reagan non informò il congresso dei finanziamenti alla Contra. Tutti questi presidenti precedenti a Trump, insieme a molti altri, misero a rischio la democrazia americana fondata sui contro poteri, eppure la democrazia americana resse. Perché gli americani ogni quattro anni votano ed i presidenti finito il loro mandato vanno a casa. Pensare che in Italia abbiamo a che fare con capi di governo che nemmeno sono stati votati ed ancora te li ritrovi fra i piedi terminato il loro mandato. Verrebbe da credere che se l’America sta per lasciare la democrazia, l’Italia ancora ci debba arrivare.
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