L’onorevole Bonelli è rimasto scioccato per la lettera inviata dal segretario del partito democratico al presidente del Consiglio. Come si può voler discutere di energia con chi ha persino minacciato l’impiego delle trivelle? Davvero incomprensibile. Nemmeno a farlo apposta, un predecessore di Bonelli alla guida dei Verdi, Pecoraro Scanio, aveva definito l’idea stessa, “una buffonata”. Per i simpatici amici Verdi non c’è nessun bisogno di reperire risorse energetiche aggiuntive. L’Italia vive benissimo di turismo e bisogna puntare sul fotovoltaico. Al più la pensano come Salvini, tassare gli extraprofitti.
La posizione dei Verdi è l’inverso esatto di quella del governo algerino. L’Algeria non vuole turisti e punta tutto sulle risorse del sottosuolo. Mai domani accadesse che l’Algeria, nonostante gli introiti di gas e petrolio, decidesse di arricchirsi anche con il turismo, sarebbe un guaio per tutta la filiera del settore nel mediterraneo. La bellezza della costa, l’interno del paese, le rovine romane affacciate sul deserto patrimonio dell’Unesco, danno alla testa. I francesi lo sanno bene. Il governo algerino apre al turismo con prezzi concorrenziali, tempo cinque anni, l’Italia potrebbe perdere anche il trenta, quaranta per cento del suo fatturato. A quel punto si vedranno i grandi vantaggi del foto voltaico. Giusto chi ha la pensione da parlamentare, potrà permettersi di passarne indenne.
Un rapporto corretto fra governo ed opposizione presuppone esattamente un passaggio come quello fatto dall’onorevole Schlein, soprattutto in un momento di crisi quale il paese sta attraversando. Incredibile che non si capisca. Anche se non dovesse portare a niente, un tentativo vale la pena provarlo, se non altro per invitare il governo ad intervenire con una qualche efficacia strategica. Togli il bollo d’auto l’anno delle elezioni e lo raddoppi dopo il voto. Poi, magari, l’onorevole Schlein ha una visione più complessa di quella offerta da Bonelli e il suo collega.
In questo caso nel Pd emergerebbe una sensibilità diversa rispetto ai membri della sua alleanza politica. Forse è il caso di metterla in chiaro. Questione che in verità riguarda anche la maggioranza dell’onorevole Meloni. Infine, una discussione sull’energia è propedeutica ad una ricognizione sulla politica estera del governo e delle opposizioni. Solo l’altro ieri il portavoce del Cremlino ha fatto sapere agli europei, Peskov parlava direttamente all’Italia, di non illudersi sulla possibile ripresa di forniture dei combustibili russi e per una volta, diceva una cosa sincera. La situazione petrolifera della Russia, dopo più di quattro anni di guerra è tutt’altra che rosea. Le sue riserve saranno rivendicate da Cina e Corea del Sud, paesi con cui la Russia sta accumulando più di un debito.
Proprio a partire dalle questioni energetiche, un ampio giro di orizzonte da parte di Pd e Fratelli d’Italia, giungerebbe al momento opportuno. Chissà mai che Meloni e Schlein, non si accorgano di come le distanze dai loro alleati, possano sorprendentemente e comprensibilmente avvicinarle, in particolare sulle prospettive internazionali del futuro dell’Italia. A meno che abbiano già deciso di consegnarsi a Conte e Vannacci.
licenza pixabay







