Quale formidabile occasione per i leader europei riuniti tutti a Evian per il G7 di mettere Trump all’angolo e di accusarlo per i dazi, la guerra in Iran, le conseguenze economiche della sua politica scriteriata e incomprensibile. Senza risparmiargli le sue continue contraddizioni, il mettere a rischio l’unità della Nato e perché no visto che ci siamo, di compromettere il prestigio della democrazia americana, di essersi spinto a rivendicare un territorio europeo come notoriamente è, per i geografi più raffinati, la Groenlandia.
Finalmente l’occasione giusta per la resa dei conti con questo energumeno che non si sa come e non si capisce perché, è riuscito ad abbindolare la maggioranza del popolo americano non una, ma ben due volte. Adesso con le elezioni di mid term alle porte i valorosi stati europei, questi campioni e custodi del vero spirito dell’occidente, avevano l’occasione di dire in coro, America svegliati! Liberati una volta per tutte di un simile rudere spocchioso, il complice di Netanyahu che per l’appunto si vuole sanzionare ed incriminare e quindi, a maggior ragione, bisogna incriminare e sanzionare il suo principale protettore, il presidente, si conta ancora per poco, statunitense.
Vi siete forse accorti di qualche fremito di indignazione trasparire dal protocollo di cotanti orgogliosi statisti? La Von der Layen l’ha baciato, con un sorriso a trentadue denti, Starmer, scavalcato dal re d’Inghilterra, non ha nemmeno avuto il coraggio di guardarlo negli occhi. Merz gli ha regalato una maglietta della nazionale di calcio tedesca, anche se, bisogna dire, con un numero da panchinaro. Macron con tutto il suo allure di Grandeur che si trascina dietro, ha pensato bene di invitato a Versailles. Poteva almeno agitare lo spettro della ghigliottina. Macché. Macron ha già lustrato gli specchi e gli arazzi del re Sole. Allora impavida si è fatta avanti Giorgia Meloni che non le manda a dire e Trump ha avuto un sussulto timoroso, mi hai lasciato solo, ha detto il tapino. L’onorevole Meloni si è fatta piccina piccina come una lillipuziana, ma certo no, che cosa dici, quando mai? Io sono la tua più grande estimatrice.
Il dubbio è che non ce la contino giusta. Sull’Iran Trump ha detto di non volere il cambio di regime. Per la verità. dopo la morte di Khamenei di regimi in Iran ne sono cambiati tre, uno più repressivo dell’altro. Che vergogna, tutta colpa sua. Non fosse che l’Iran per quarant’anni ha giustificato la repressione con la fede nella sua potenza. Adesso è costretto a fronteggiare la minaccia di essere spazzato via dalla faccia della terra. L’Ucraina, Trump ha maltrattato Zelensky, vero e Zelensky, caso strano, da quando c’è Trump risponde alla Russia colpo sul colpo, quasi si riprende la Crimea. È diventata una potenza militare da far paura L’Ucraina, quando gli europei faticano a mettere insieme le spese necessarie per la loro difesa. L’America si ritira? Vai a vedere che l’Europa se la prendono i russi, i cinesi, e persino gli ucraini, mai ci facessero un pensierino. I polacchi sono già preoccupati.
Non che gli europei non abbiamo grandi progetti. L’onorevole Meloni ha detto all’Europa cosa dovrà fare per tornare una formidabile potenza. Sostanzialmente prendere ad esempio il suo governo con Urso, Valditara e Crosetto. Nel frattempo, divisi, pavidi, indecisi e pure scontenti, stiano almeno attenti a non perdersi il favore del governo americano. Tutto sommato ha ancora un senso tenerselo ben stretto.
licenza pixabay







