Il governo statunitense inviò Kit Carson a pacificare le tribù apache che avevano rifiutato l’autorità del gran capo Cochise e bisogna dire che Carson riuscì nell’imprese, senza dover necessariamente uccidere tutti i maschi e catturare le donne, come pure gli era stato consigliato. Carson prima che militare era stato un uomo della frontiera in grado di trattare con qualsiasi tipo di tribù senza scomporsi. Anche se l’ultimo capo Apache dispone di qualità morali e sensibilità superiori a quelle di Putin, non si può dunque escludere che in America vi sia chi abbia abbastanza pelo sullo stomaco per chiudere un accordo con lui. Rispetto ad Obama che aveva repulsione per Putin solo a vederlo, è probabile che Trump ci riesca. Che Trump conosca bene Putin, comunque lo dimostra il fatto che al primo mandato abbia subito bombardato le basi russe in Siria, tanto per far capire l’antifona.
Oggi Putin ha tutto l’interesse a negoziare la pace. Giunto quasi al terzo anno di guerra potrebbe avere perso settecentomila uomini al fronte, portato la Russia ad una inflazione sopra al nove per cento e minato le riserve monetarie. Tutto questo non è niente davanti al capolavoro di aver perso la Siria e costretto le sue navi a risalire il Mediterraneo verso Kaliningrad perché oramai il Mar Nero per i russi non è più transitabile. I conflitti nel Sael, in Congo ed in Mozambico, sono esplosi perché i russi sono stati costretti a ritirarsi, in quanto Putin ha pensato bene di far fuori anche la sua “volpe del deserto”, Prigozin, che gli aveva fatto balenare una possibilità di espansione in Africa che nemmeno Stalin osava immaginare. Tutto questo per avanzare dieci chilometri al giorno nel Donbass da quel solo uno che ne faceva nel 2024. Di questo passo, ci vorrebbero altri dieci anni per conquistare tutta l’Ucraina e la cosa ancora più incredibile è che gli ucraini stanno nel Kursk da agosto e guadagnano terreno. Non avendo più uomini Putin ha mandato i nord coreani e quelli sono morti più dei russi. Persino gli oligarchi sopravvissuti al suo fianco, oltre Prigozin, Putin ne ha fatti ammazzare una decina di dissidenti, iniziano a chiedersi se valga la pena andare avanti. Anche perché la famosa integrità del sacro suolo russo, non c’è più. Gli ucraini ti fanno saltare in aria in pieno centro a Mosca.
Trump, sarebbe l’occasione di trattare una pace onorevole, perché non è l’odiato Biden che ha ostacolato la sua marcia trionfale contro Kyiv ed il povero Zelensky non può dettare nessuna condizione. La Russia ha invaso un paese, come suo solito d’altra parte, che non è in grado di difendersi autonomamente.. Per quanto all’America si presenti l’occasione di schiacciare la Russia una volta per tutte, Trump ha vinto le elezioni come uomo di pace e badate che nessun americano prima del 2001, ha mai pensato che l’Ucraina fosse qualcosa di diverso dalla Russia. Che adesso Donald Trump diventi il campione della causa ucraina, fa un po’ ridere.
L’unica che avrebbe ragioni di mostrarsi contraria ad una pacificazione dell’Ucraina negoziata con Putin dovrebbe essere l’Europa. Se Putin resta al potere ed accetta la pace anche se più debole di tre anni fa, farà di tutto per riarmarsi e di ritentare il colpo appena possibile. L’Europa avrebbe dovuto schierare 400 mila uomini in Ucraina appena Putin ne aveva ammassati 200 mila al confine. Se mai domani l’America giudicasse la Nato obsoleta e si ritirasse, Putin, l’Europa se lo ritrova in casa. Vero che come capo militare Putin ha l’intelligenza strategica di un tamburino e possiede un esercito inferiore a quello russo della seconda guerra mondiale. Purtroppo l’Europa si è dimostrata finora al di sotto persino di questi standard, esclusa l’Inghilterra ovviamente che da sola ha difeso Odessa, infatti l’Inghilterra, non è Europa.
licenza pixabay







