Il Consiglio nazionale del partito repubblicano italiano riunito a Roma approva la relazione politica e la replica dell’amico segretario nazionale Corrado De Rinaldis Saponaro.
In questi mesi le crisi internazionali aperte nell’Est Europa ed in Medio Oriente hanno assunto una rilevanza dirimente e nel complesso la posizione del governo italiano viene giudicata soddisfacente sia per quello che concerne l’impegno in favore dell’Ucraina e di Israele a difesa del diritto di esistenza dello Stato ebraico. Il governo quali che siano state le sue esitazioni ha contribuito a saldare l’alleanza atlantica e si è mosso di concerto con la presidenza della Commissione europea.
Il Cn del Pri, ritiene per le prossime elezioni europee superato il pericolo rappresentato da una eventuale vittoria dei partiti del patto di Visegrad. I repubblicani lavoreranno per confermare la presidenza von der Layen, sperando in un’amplia alleanza politica in grado di affrontare i nodi da sciogliere, sia dell’allargamento dell’Unione, sia delle politiche di maggiore integrazione europea, così come sostiene la proposta del presidente Draghi per la quale non possiamo ritornare semplicemente alle vecchie regole e occorra promuovere una politica di investimenti che sull’esempio statunitense hanno portato ad un incremento del Pil al 5,2%.
I giudizi delle Agenzie di Rating espressi sull’Italia hanno consentito di contenere il differenziale dello spread e suscitato l’euforia delle borse. Il consiglio nazionale del Pri deve comunque sottolineare come una legge finanziaria fatta prevalentemente a debito gravi sulle prospettive di crescita del paese e come, nonostante un dato finalmente positivo sull’occupazione, quello sul Pil è al di sotto delle aspettative e potrebbe fermarsi allo 0,6 per cento. Questo significherebbe doversi confrontare con un disavanzo superiore al 5,3 per cento ipotizzato e per l’anno prossimo comunque superiore al 4%, destinato a pesare ulteriormente sul debito, compromettendo ogni possibile manovra di bilancio a favore degli investimenti e della crescita.
Il Cn ritiene indispensabile, come richiedono anche Cisl e Confindustria, un patto sociale per consentire al mondo del lavoro e all’impresa di rilanciare lo sviluppo economico del paese in una chiara collaborazione a favore dell’interesse nazionale.
Il Cn del PRI in relazione alla proposta del segretario di abbattimento del debito pubblico attraverso una società veicolo a capitale misto, demanda la proposta stessa che sarà articolata negli aspetti tecnici alla discussione e alla approvazione della Direzione nazionale.
Il Consiglio nazionale del Pri considera negativamente la proposta di riforma costituzionale presentata dalla maggioranza di governo in quanto parziale e ritiene che le forze politiche tutte debbano trovare la capacità di elaborare una proposta di riforma concernente funzioni e ruoli di comuni, Regioni e salvaguardando le prerogative del Parlamento.
Il Cn a seguito della relazione e del dibattito ritiene insoddisfacente l’azione del governo di centro destra così come ha sottolineato l’incoerenza delle proposte programmatiche delle forze di opposizione.
Il Consiglio nazionale del Pri ritiene ancora possibile la formazione di una alternativa repubblicana, democratica liberale che sinora non si è affermata e non si affermerà mai se non si superano gli sfrenati individualismi che l’hanno compromessa. Le prossime elezioni europee sono un’occasione decisiva a cui Il Pri intenderà partecipare con le sue forze territoriali per contribuire ad una aggregazione che risponda ai principi europeisti propri della tradizione repubblicana.







