Esattamente come previsto la bella pensata di sospendere Schengen da parte del governo italiano ha prodotto una crisi delle relazioni con la Spagna e la minaccia di una ritorsione sul traffico delle persone e chissà se anche delle merci. il governo italiano è nel suo pieno diritto di sospendere il trattato, quando lo ritiene opportuno e una simile iniziativa oltre che prevista, è stata anche già adottata. E certo, perché tanto i nazionalisti stanno al governo solo in Italia. Il nazionalismo spagnolo è talmente radicato da comportare una guerra civile nel secolo scorso. Allora il movimento socialista, piuttosto che compromettere l’unità nazionale con le istanze autonomiste basche, si legò a triplo filo alla Russia di Stalin. Figuratevi se il compagno Sanchez era disposto a farsi prendere a schiaffi dall’onorevole Meloni che in Spagna hanno conosciuto per le piazzate da Vox, “sono una donna, sono italiana, sono cristiana”, con gli eredi dei carlisti in visibilio.
Senza voler nemmeno discutere la demagogia di Madrid, già sopportiamo ogni giorno quella nostrana, le valutazioni del governo italiano sono state tutte sbagliate. Intanto l’assalto migratorio di Ceuta, nasce da una crisi delle relazioni fra Spagna e Marocco e non dalla regolarizzazione di cinquecento mila migranti sudamericani di madrelingua, cattolici e tutti occupati in Spagna. Poi, i clandestini sono già stati rimpatriati, o bivaccano a Ceuta, cioè dall’altra parte del Mediterraneo. Infine, Ceuta comunque non appartiene agli accordi di Schengen per cui il governo italiano ha esibito i cavoli a merenda. Nel caso in cui il quindici agosto vi fosse una recrudescenza, si rischia l’intervento dell’esercito, per la semplice ragione che la Spagna sorveglia le sue frontiere da anni, quale che sia il governo in carica, molto meglio di come riesca a fare l’Italia. La cosa dovrebbe risultare ovvia anche ad una classe politica di sprovveduti come l’attuale che non sa leggere manco i dati, dal momento che le barriere anti migranti la Spagna le ha nei suoi possedimenti post coloniali e ne ha alzate persino in Mauritania, mentre l’Italia ha Lampedusa, cioè sulle sue coste territoriali o ne ha create, inutilmente, in Albania, nazione dove quelli che volevano venire in Italia sono già tutti arrivati.
Che poi l’ultimatum spagnolo sia irritante e diplomaticamente inopportuno, va da sé, come andava da sé che sarebbe stato inevitabile. Adesso l’Italia entra in tensione, dopo la Francia, anche con la Spagna. Le cancellerie europee resteranno impietrite soprattutto quelle che portano avanti, sempre più a fatica, un disegno di integrazione europeista. Sanchez e Meloni hanno fatto questo capolavoro e con una facilità sconcertante. Per mettere in piedi i tasselli di una unità politica europea non bastano nemmeno ottant’anni. Per prenderli a calci e sparpagliarli, ci si riesce in una settimana. Che in questo disastro siano coinvolte due delle nazioni che nella loro storia sono state fra le più devastate dalle loro bravate muscolari, come Spagna ed Italia e quindi bisognose più di altre di collaborazione e sostegno reciproco, è solo un dettaglio.
Pubblico domiunio







