Se la situazione non fosse tragica, sembrerebbe comica. Putin si è presentato al forum economico di San Pietroburgo per dire che lui non vuole conquistare Kyiv. Forse potrebbe prendere Sumy. Parole testuali. Dal che la Russia avrebbe fatto tre anni di guerra, ucciso un milione di uomini, perso mezzi e armi per il valore di miliardi, distrutto un’intera regione e precipitata sul baratro della recessione per conquistare una cittadina, forse, di 230 mila abitanti. Poi Putin si è messo a dire che il mondo deve essere multipolare, così tutti possono prendere le decisioni che ritengono più opportune. Un paese come la Russia, per quanto fatto in questi tre anni, non dovrebbe contare più niente nel mondo, piuttosto sarebbe meglio sfasciarla interamente la Russia, altro che rendere il mondo multipolare.
Anche perché questa maggior forza della Russia, dopo più di tre anni di guerra, proprio non si vede. L’impegno inutile in Ucraina le ha fatto perdere la Siria. La Siria era per la Russia una risorsa inestimabile tanto che appena è stata minacciata dalle cosiddette primavere arabe, Putin si mobilitò per difenderne il regime amico. Né si può dire che l’America gli fosse ostile. Fu Biden, allora vice presidente, incaricato di sottoscrivere il rapporto che escludeva l’impiego di armi chimiche da parte di Assad durante la repressione della rivolta. Forse Biden si sarebbe accorto di aver sbagliato. Putin no, ottenne un grande successo tenendo in piedi l’ultima dittatura nazionalista araba, per poi vederla cadere in un momento senza tanto sforzo. La domanda è a cosa gli serve prendere Odessa se poi non ha più una base come quella di Tartus nel Mediterraneo. Sembra che Putin voglia andare in Libia, come Rommel. Auguri. Il problema è che ha perso l’Iran, forse non se ne è ancora accorto.
I nostri mezzi di informazione sono già multipolari. A sentirli sembrerebbe che l’Iran, un paese quasi dieci volte Israele, risponde colpo sul colpo, La cosa farebbe ridere. L’Iran ha nella sua Costituzione la distruzione dello Stato ebraico, non dovrebbe stare sulla difensiva. Infatti è stato già espugnato perché non ha più difesa area. C’è solo la nostra stampa che non capisce cosa scrive. Israele controlla i cieli, come quando gli alleati controllarono quello della Francia. Il tempo che Israele distrugga tutte le basi militari disseminate nella regione e non partiranno più missili di alcun genere. Già ieri notte le sirene non sono state attivate su Tel Aviv. I missili iraniani sparati in una settimana sono passati da duecento a 25. Tutti si chiedono cosa farà Trump fra 15 giorni. Un bel niente. Fra 15 giorni è probabile che ci sia un nuovo regime a Teheran con buona pace di Putin, Xi, e i nostri giornalisti.
In questo contesto il governo italiano, bisogna riconoscere ha mostrato davvero perspicacia. Il mondo è cambiato, ha detto il ministro Crosetto, l’Europa e l’America non sono più il centro. Osservazioni dello spessore di un filosofo, sia sul cambiamento, sia sul centro del mondo. Un congolese braccato dallo M23 a cui hanno ucciso la famiglia e bruciato il villaggio, è difficile pensi all’Europa o all’America, come ad centro del mondo, ed il Congo conta più di cento milioni di abitanti ed è in guerra. Lì bambini e civili muoiono ogni giorno. Qualcuno si preoccupa del Congo? Un ministro della difesa di un paese europeo alleato degli Stati Uniti, può avere benissimo quest’intelligenza speculativa che gli rivela il senso del relativismo cartesiano. Complimenti. Vada ad insegnare alle università. Alla Difesa di un paese serve un ministro ed un governo che comprendono la centralità della sua sicurezza che oggi come oggi dipende solo dalla Nato. Quella che Crosetto, brillante ministro, vuole superare.
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