Il vice direttore de La Stampa è parso quasi sorpreso che la redazione del giornale sia stata devastata dal movimento pro pal. Evidentemente non leggono il nostro giornale ha dichiarato il collega alle telecamere. Invece è proprio perché lo leggono che è stato aggredito, preoccupa che non lo si capisca. La Stampa è il quotidiano dell’inviata che ha disatteso le disposizioni della flottiglia partita per Gaza e costretta a sbarcare. La proprietà non l’ha licenziata, per cui meritava una punizione. A questo branco di teppisti che circola impunemente per il paese da mesi forte dell’appoggio di istituzioni sovra nazionali che lo incoraggiano, non interessa la simpatia per la causa palestinese. Bisogna dire che il sette ottobre fu un atto legittimo. Che Israele è un occupante da settant’anni, cioè da quando venne aggredito, che Israele compie un genocidio contro gli inermi palestinesi e che soprattutto ci vuole un solo Stato, o quello che è, dal fiume al mare. Qualunque deviazione da queste posizioni va considerata quella di un nemico.
Il monito è stato rivolto a tutti i quotidiani italiani, la Stampa è solo l’inizio. Attenti a quello che scrivete, attenti alla condotta dei vostri giornalisti e perché mai no, attenti a quello che pensate. Non è che tutti costoro sono bonari come la dottoressa Albanese che quando è contrariata da qualche comportamento, scuote la testolina o se ne va stizzita dalla trasmissione in cui è ospite. Oppure rimbrotta il sindaco che la premia ma non si attiene al copione prestabilito. I pro pal hanno ad esempio i militanti di un movimento che da quando non possono buttarti più giù da un palazzo, ti sparano per strada come un cane. Questo se sei un arabo dissidente. Se sei un ebreo, invece, dopo averti ammazzato, fanno girare il tuo corpo su un pickup perché tutti i bravi abitanti di Gaza possano sputargli addosso. Comunque nessun problema. Adesso che Hamas ha aperto le sue succursali in Italia, impareremo a conoscerla meglio.
Non siamo di fronte ad un sentimento di inquietudine, a dei giovani esagitati che bisogna riportare sotto controllo. Siamo di fronte ai primi passi di un attacco allo Stato. Quello italiano è considerato complice di un genocidio, esattamente come denunzia in piazza la signorina Greta Thunberg sbarcata a Roma da testimonial del movimento. Con tutti i soldi che possiede Hamas all’estero poteva ingaggiare anche Sidney Sweeney e la Thunberg va benissimo per raggiungere lo scopo prestabilito. Colpiamo i sionisti e i loro sostenitori, cominciando dalla stampa. Ammesso che si sappia riconoscere un ebreo da un sionista, come lo riconosci un sostenitore del sionista da un qualsiasi cittadino? Un problema che alla Nkvd dei tempi di Ezov, non si ponevano quando si trattò di epurare i kulaki. Avevi le scarpe? Eri un kulaki. Occhio che la Nkvd ha fatto scuola in parte del mondo arabo.
Il ministro degli Interni Piantedosi farebbe bene a svegliarsi. Sono mesi che questa teppa variopinta infesta le strade delle città italiane e il governo si preoccupa che la polizia non prenda troppe botte. Sarebbe ora di pensare a prevenire ulteriori azioni criminali che si possono preparare. A meno che crediamo sia uno scherzo, o che lo stesso governo ambisca all’escalation, per poter denunciare lui, ecco i veri fascisti, la sinistra che sostiene i pro pal. Allora stiamo freschi.
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