La domanda spontanea, davanti alla controversia con le procure per i migranti trasferiti in Albania, è se il governo dispone di un consulente giuridico. Non perché il governo debba rinunciare ai suoi progetti futuristici per non dispiacere alla magistratura, ci mancherebbe. Il governo, nei limiti costituzionali, fa quello che gli pare. Solo che dovrebbe poi preoccuparsi, per l’interesse nazionale, di evitare di venir fulminato a ciel sereno.
Mettiamo che il consigliere giuridico del ministero degli Interni sia stato interpellato e questo ufficio, dotato di competenza, abbia espresso il parere che sì, il rischio di un qualche conflitto sarebbe stato plausibile. Non per altro, ma il governo ha costruito una specie di gulag sovietico in Albania e lo ha fatto con un suo ministro a processo solo per non aver fatto sbarcare dei clandestini. Per cui, anche un fuoricorso cinquantenne in giurisprudenza, avrebbe potuto presupporre una qualche complicazione. Poi c’è la definizione di “paese sicuro”. Qui casca l’asino, perché dovrebbe essere ovvio che gli unici paesi sicuri sono quelli dell’Unione Europea.
Al che, un governo sagace e circospetto avrebbe trasferito i suoi migranti attraverso il mar Adriatico su una motovedetta, la notte, a fari spenti, zitto zitto. Magari quegli occhiuti di magistrati non se ne accorgevano nemmeno, o se ne accorgevano fra tre mesi, in modo da poter dire loro che dormivano. Invece a Palazzo Chigi hanno pensato bene di mobilitare una bella nave da guerra, mettervi sopra sedici disperati, farli sbarcare davanti ai telegiornali, trasferirli in questa struttura apposita già colma di agenti di sicurezza e tutto questo per lasciarli il tempo di rimendarne subito due indietro con la stessa nave da guerra perché minorenni. Adesso, hanno fatto rientrare tutti quelli che avevano spedito, a seguito dell’ingiunzione ricevuta. Magari hanno pure richiamato la stessa nave da guerra e se invece ne hanno usata una diversa , dovranno spiegare ai giudici anche tale scelta. Sarà che le istituzioni complottano contro i magnifici propositi del governo, certo il governo, nel caso migliore, appare composto da dilettanti allo sbaraglio e pure con le mani bucate.
Il bello è che tutta questa vicenda si consuma mentre il presidente del consiglio vanta di rappresentare un modello per l’intera Europa sul fronte della lotta ai clandestini. In vero, né la Germania, né la Francia, sono parse così entusiaste, mentre la Spagna è stata messa a tacere perché la Guardia Civil aveva persino sparato sui migranti nel 2001, 23 anni fa. E quindi la Spagna può difendersi negando la premeditazione. La situazione era scappata di mano. L’Italia di oggi no, nel caso di un reato commesso dal governo, questo è stato pure intenzionale. Fortuna vuole che grazie alla profonda dottrina del professor Zagrebelsky, l’onorevole Meloni può scaricare ogni responsabilità sul buon Piantedosi. Era in Libano l’onorevole Meloni, che ne sapeva delle angustie inflitte ai poveri clandestini richiedenti asilo. Tutta colpa di Piantedosi, al limite, pigliatevela con Salvini.
In attesa degli ulteriori sviluppi, ce ne saranno, l’Italia non sembra nemmeno apprezzata in Africa. Il ministro degli Esteri ugandese ha detto che il suo paese accoglie un milione e seicentomila rifugiati dal Sudan e che non è disposto a deportare nessuno. Tale parola, deportazione, ha fatto insorgere gli accademici della Crusca al servizio permanente del governo e per carità, avranno sicuramente ragione. Purtroppo c’è sempre un inizio e questo, fra tanti, appare abbastanza ripugnante e cosa ancora più grave, lorsignori, nemmeno se ne accorgono..
galleria della presidenza del Conisiglio dei ministri






