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Parigi scende in piazza per il sette ottobre

Riccardo Bruno di Riccardo Bruno
6 Ottobre 2025
in L'editoriale
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Anche la piazza di Parigi si è riempita, ma per la liberazione degli ostaggi. La prima cosa che si nota è che le bandiere francesi sono superiori a quelle israeliane ostentate. I francesi ci tengono molto alla loro identità nazionale. Poi non c’erano striscioni che inneggiavano alla violenza contro la popolazione araba che ha ucciso bambini, donne e vecchi innocenti e sputato sui cadaveri trascinati nelle strade di Gaza. La piazza ha urlato i nomi delle vittime, nessuno recava cartelli di insulti verso gli arabi, anche perché gli arabi di Parigi hanno sofferto abbastanza, senza contare che sono connazionali. Nessuno che chieda agli arabi di Parigi di dissociarsi da Hamas che governa Gaza. Infine nessuno scontro con la polizia e si che i francesi di rivolte se ne intendono molto più degli italiani. Questione di consapevolezza diversa. Cosa può fare il governo per aiutare gli ostaggi? La loro manifestazione aveva un valore meramente simbolico. La Francia ha riconosciuto lo Stato di Palestina. Si poteva accusare Macron di aver riconosciuto che il terrorismo rende. E pure dalla piazza non c’era polemica verso l’Eliseo. Quando i francesi vogliono contestare il governo, lo fanno volentieri direttamente, senza bisogno di pretesti. Hanno tirato giù un re dalle Tuileries, figurarsi un Macron.

In Italia si riteneva di poter condizionare, non solo il governo attraverso le manifestazioni pro Gaza, ma persino Israele. Se tagli le relazioni commerciali, riconosci lo Stato di Palestina, blocchi l’invio di armi, ecco che d’incanto Israele vacilla. Il governo italiano doveva ascoltare la piazza, ritirare subito l’ambasciatore, invece di vantarsi di aver agevolato il rimpatrio dei diportisti arrestati. Solo per mostrare la vanità della protesta. Israele si muove sullo scenario bellico dal 1948 senza nessun sostegno europeo. Il sostegno europeo è arrivato ad Israele, e piuttosto miseramente, dopo aver vinto tre guerre. L’Europa, esclusa l’Olanda, ha sempre scommesso sul crollo di Israele. Per cui di quello che fa l’Italia dovrebbe preoccuparsi l’Italia. Il genocidio israeliano è ancora da dimostrarsi, quando sta già scritto che l’Italia ha gasato libici, eritrei e deportato gli ebrei con la Decima Mas amata dal generale Vannacci. Tanto per correttezza storiografica, la Decima Mas, non era inquadrata nelle costituite forze armate fasciste. Era rimasta completamente indipendente. Faceva quello che le pareva.

Sarebbe bellissimo che l’onore dell’Italia, come ha detto l’avvocato Conte in parlamento, fosse affidato alle piazze per Gaza. Peccato per la puzza di antisemitismo che si sono lasciate dietro. Un paese che ha fatto nella sua storia leggi razziali, non si riscatta con tanta facilità. Roma sembrava andare a fuoco, a Napoli sono stati bloccati i binari, a Milano l’aeroporto, a Bologna tutto quello che c’era, ma questi sono stati, secondo il segretario della Cgil Landini, casi isolati. Per carità. Cosa volete che siano i diritti dei comuni cittadini davanti a quelli dell’Umanità. In compenso sulla Costituzione repubblicana si mostra una certa leggerezza. La Repubblica è fondata sul lavoro, come sul rispetto della mobilità. La Costituzione garantisce l’insegnamento scolastico. Forse bisogna pensarci meglio alla Costituzione quando la si vuole celebrare. Di sicuro le aggressioni contro le forze dell’ordine sono avvenute dopo manifestazioni pacifiche. Proprio per questo la Cgil di Luciano Lama disponeva di un servizio d’ordine piuttosto efficiente, per il quale i facinorosi, prima di trovarsi di fronte gli agenti di polizia, dovevano misurarsi con quello. Non siamo riusciti a scorgerlo questo servizio d’ordine efficiente nella Cgil di Landini.

Della piazza di Parigi, temiamo che resterà poco o niente. Se gli ostaggi saranno liberati dipenderà dal piano statunitense ed ancora di più da quello, dipenderà la pace in Medio oriente. Non è vero però che la piazza di Landini sia stata inutile come quella francese. Si sono visti i neofascisti rialzare la testa contro dei tranquilli manifestanti andati al ristorante. Tanto disordine che lascia indifferente Israele ed il nostro governo, scuote la coscienza remota degli italiani. Magari in senso opposto a quello sperato.

Domaine de Vizille, Museé de La Révolution Française

Tags: ostaggiPiazza
Riccardo Bruno

Riccardo Bruno

Riccardo Bruno si è laureato in Storia della Filosofia presso l'Università di Roma La Sapienza nel 1988. Dal 1987 al 1989 collabora all'Ufficio esteri del PRI diretto dall'onorevole Vittorio Olcese. Dal 1994 è capo ufficio stampa del PRI, dal 1995 giornalista professionista iscritto alla stampa parlamentare. Nel 1999 è capo redattore de La Voce Repubblicana. È stato poi editorialista per il Foglio di Giuliano Ferrara e l'Indipendente di Vittorio Feltri. Dal 2019 è prima vice direttore de La Voce Repubblicana e poi direttore politico

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