A duecento trent’anni esatti dalla redazione del saggio, abbastanza breve, di Immanuel Kant, Per la pace perpetua, si può dire che il suo progetto filosofico in Europa abbia complessivamente avuto successo. Una volta superato l’assolutismo degli antichi regimi con lo Stato rappresentativo, i conflitti armati, si sono assopiti. Kant riteneva che la forma di governo repubblicana, dove gli individui devono decidere di loro sponte se entrare in guerra o meno con i propri vicini, consentisse di favorire più punti di contatto fra le nazioni che di attrito. Tutto sommato, Kant teorizzava esattamente quanto politicamente si proponeva il comitato di salute pubblica in Francia, ovvero, instaurare delle repubbliche sorelle, in cui i conflitti si sarebbero risolti diplomaticamente. Anche se oggi tra la Francia e l’Italia, grazie a Salvini, c’è il rischio delle cannonate, si può confidare che il sistema repubblicano, costruito nel secondo dopo guerra, regga. Sempre ricordando che Kant riteneva comunque la forma dello Stato repubblicano qualcosa degna degli angeli più che degli uomini, e questo dopo che Rousseau aveva definito la democrazia propria degli dei. Gli illuministi non erano poi così ottimisti come credeva il Leopardi.
Assimilata questa dottrina rivoluzionaria sul vecchio continente e comunque solo dopo centocinquanta anni buoni di guerre ininterrotte, Kant scriveva quando l’Armata del Reno di Hoche e Moreau combatteva contro quella austriaca e quella prussiana, come la si mette con i regimi che repubblicani non sono affatto? Senza contare che, nella forma repubblicana, Kant escludeva qualunque forma religiosa, se non nei limiti della sola ragione. Mai avrebbe immaginato il brav’uomo, la nascita di una Repubblica islamica. Un problema che colse prima di tutti Mazzini, il quale con la Giovine Europa, confidava un’evoluzione repubblicana per tutti i paesi continentali sino alla Polonia, inclusa. Sarebbe stato compito della Polonia, paese slavo, di rigenerare la Russia, perché la Russia senza una rigenerazione polacca, di sicuro non sarebbe potuta divenire una repubblica. Figurarsi l’Iran.
In parole povere, se Kant aveva visto giusto nel descrivere l’affermazione della pace repubblicana, appena si esauriva quella forma di governo, ecco che si riprecipitava nella guerra permanente. Sarebbe accaduto altrettanto se questa forma di governo si ritrovasse al confine di Stati che repubblicani non erano affatto, o peggio, i cui principi istitutivi vi confliggevano direttamente. In tal caso, la pace perpetua fra le nazioni si sarebbe trasformata in quella del cimitero dei conflitti fra sistemi contrapposti. Il motivo per cui non si risolve la guerra fra Ucraina e Russia, anzi. Questa ne preclude una ben più vasta Russia Occidente che siamo riusciti ad evitare sino ad oggi miracolosamente. Ancora meno si può pensare ad una pace fra Israele e Stati islamici.
Kant aveva dunque solo una ricetta valida per l’illuminismo europeo, fino dove questo sarebbe potuto espandersi, non oltre il Caucaso, non certo nei deserti arabi, anche se in qualche modo l’Egitto è riuscito a far tesoro per lo meno dell’esperienza del governo napoleonico. L’Egitto non è mai divenuto una repubblica democratica, eppure fallita la via dell’affermazione armata, si è preoccupato, relativamente presto, di assicurare la pace e straordinariamente ancora la mantiene.
Dispiace molto per Kant. Dove non arriva la Ragione, ci si può giusto rimettere alla fede. Altrimenti, ti tocca continuare a combattere.
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