Ritrovarsi gli eredi del movimento sociale, cioè non gli eredi del fascismo in quanto tale, un fenomeno nazionale maggioritario, ma della Repubblica sociale, un’esperienza sottomessa al volere tedesco, è per tutti coloro che si riconoscono nell’arco costituzionale una fonte di cruccio morale, prima ancora che politico. D’altra parte questa circostanza dolorosa per l’antifascismo storico, non è frutto di un destino cinico e baro e tantomeno di un colpo di Stato. Il movimento sociale ha saputo rispettare le regole della politica parlamentare ed. è stato sciolto dai suoi stessi aderenti in un processo tale per il quale il fascismo venne giudicato il male assoluto. Il successivo recupero della fiamma tricolore, un pugno allo stomaco per un antifascista, non cancella i passaggi compiuti nel rispetto della vita democratica. Il presidente La Russa avrà le sue discutibili idee, la Costituzione repubblicana gliele concede volentieri, queste non gli hanno impedito di prendere a ceffoni un militante del suo partito che ancora faceva il saluto romano ad una manifestazione, come risulta filmato dalle telecamere più di vent’anni fa. Sono gesti che pesano, soprattutto quando c’è chi non rinuncia a fare il pugno chiuso e non per imitare Trump.
Sarebbe sbagliato, oltre che ingeneroso, non riconoscere una certa coerenza di Fratelli d’Italia tenuta nelle varie legislature trascorse all’opposizione, soprattutto in quella decisiva in cui ha contestato le misure liberticide del governo Pd Cinque stelle. Il governo Pd Cinque stelle, che era un governo non eletto in un’epoca in cui il Pd voleva che il governo uscisse direttamente dalle urne, segreteria Bersani, 2009, sospese la Costituzione intera a maggioranza. Avesse torto o ragione, non era mai avvenuto un simile provvedimento nemmeno negli anni dell’emergenza del terrorismo. Per affrontare misure lesive delle libertà personali dei cittadini, la democrazia cristiana, il partito socialista, quello repubblicano, quello socialdemocratico cercarono l’espansione della platea parlamentare, facendo nascere i governi di solidarietà nazionale. Il governo Pd cinque stelle, decretava da palazzo Chigi, senza nemmeno l’esame del parlamento. Solo Fratelli d’Italia in parlamento si oppose ad una simile procedura, che poi venne sconfessata dalla sua stessa maggioranza, implodendo. Non c’è dubbio che una parte degli elettori abbiano premiato questa scelta di Fratelli d’Italia. Uno può contestare il governo Meloni sulla base di tutti gli argomenti che ritiene validi e a dire il vero ce ne sarebbero a iosa. Questo giornale, basta scorrerlo a ritroso, non ne ha mai lesinati, dalla composizione ai contenuti, alle scelte fatte. Dovessimo indicarne una clamorosa che qui appare ridicola e di cui pure il governo invece si fa vanto, è il piano Mattei. Andasse il governo a proporlo al Congo o al Sudan, il piano Mattei e ci ricrediamo subito.
Accusare il governo di essere antidemocratico, o di operare contro la democrazia, è cosa altrettanto ridicola, tanto più grave perchè proviene da un partito che costringeva i minori a circolare accompagnati dai due genitori, che aveva agenti che multavano chi parlava per strada, chi portava il cane a passeggio e tutta una serie provvedimenti, che senza risultati alcuni sul fronte sanitario, si sono interrotti davanti alla proposta di un esponente rinomato del governo. Quello che voleva inviare la polizia nelle case ed ancora sta in parlamento. Forse sarebbe il caso di pensare a tutto questo prima di accusare altri. Anche perché ci sono gli atti della commissione parlamentare sul Covid, che fanno drizzare i capelli. Magari un giorno un magistrato se ne occupa.
La disperazione purtroppo è peggio del delirio, soprattutto quando davvero si percepisce che tutto quello che è stato tentato, è stato fallito. A quel punto ci si ritira dalla scena, oppure si elabora una nuova strategia per ottenere un qualche impatto positivo. Questo se si dispone di una qualche capacità autocritica. Perché se invece sei convinto che tutti gli altri siano in difetto, tranne la tua meravigliosa personcina, allora è davvero dura risalire la china. Fa pure rima.
Museo del Risorgimento mazziniano Genova







