Grazie a risorse umane infinite, è tornato in vita, dopo una lunga, lunghissima ibernazione, il prestigioso settimanale fondato da Palmiro Togliatti, Rinascita. All’epoca del Palmiro il settimanale era un veicolo utile a dimostrare la superiorità intellettuale del partito comunista all’Italietta provinciale e cattolica democratica che pure l’aveva cacciato dal governo. Togliatti se ne ebbe molto male. A un bolscevico stalinista come lui, il governo democristiano piaceva molto. Sin dalla sua vita privata, si capisce in realtà, come Togliatti non fosse un vero rivoluzionario. Palmiro era un uomo del compromesso. Salì alla ribalta delle cronache con la cosiddetta “Svolta di Salerno” ed il suo emulo più rilevante, Enrico Berlinguer, lanciò proprio dalla stessa rivista, trent’anni dopo, “il compromesso storico”. Ancora oggi, gli autori della nuova edizione, ci spiegano compunti della necessità di un compromesso fra l’Italia e la Russia, per esempio, oppure fra il Pd e Conte. Rinascita è l’arte sopraffina di rimestare il passato all’infinito. Sempre la stessa solfa e la stessa spocchia.
Si comprende bene come i comunisti nati in occidente dovessero patire moltissimo a trovarsi separati dalla loro amata Russia. Su Rinascita nel 2026, come nel 1962, si trovano articoli dove per prima cosa viene criticata l’Europa. Bruxelles non ha fatto abbastanza per mantenere buone relazioni con Mosca. Perché non ha trovato un negoziatore unico da invitare al Cremlino? Putin lo avrebbe accolto con il tappeto rosso. Quanto ai compagni che sbagliano volendo sostenere i cosacchi ribelli, occorre avere pazienza. Sia ben chiaro. A Rinascita sono da sempre orgogliosi delle ragioni di Mosca, quali che siano. Mosca invade Varsavia? Fa benissimo. Piega Praga? Eccellente. Per cui nessun aiuto ai miserabili che la sfidano. Poi considerato che Mosca è da sempre responsabile di un’invasione, ecco l’anima bella dal cuore di burro del togliattismo. Con una lacrimuccia, Rinascita è costretta a difendere l’aggredito, quasi fosse un qualsiasi guerrafondaio della Nato. Se il compagno Secchia avrebbe schiacciato la feccia antirussa nel loro sangue, il compagno Togliatti ha insegnato a lasciar fare. I cretinetti vogliono difendere l’Ucraina? Ma si, che importa. Tanto la Russia è invincibile. Purché le armi usate siano rigorosamente difensive, cioè badate che non possano colpire il sacro suolo russo. Con un confine che può trovarsi anche a soli 500 metri, diamogli le fionde. Così quei miserabili la piantano di attaccare raffinerie a 1500 chilometri di distanza.
Quanto era grande il compagno Togliatti e ancora fanno proseliti i suoi sostenitori. Brutte notizie per il piccolo mondo democratico. Del resto già si sapeva dal tempo in cui il figlio di Giovanni Amendola, Giorgio, si fece comunista e stalinista. Almeno magra consolazione, Giorgio sapeva la storia che si faceva
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