L’amico Saverio Collura della Direzione nazionale ha inviato questo suo intervento che pubblichiamo volentieri
Se ho ben capito il senso del 50º congresso nazionale, la prospettiva politica del Pri non consiste nella creazione della terza forza, nel contesto di un anacronistico sistema politico, oggi addirittura destrutturato. Questa è l’obsoleta idea degli schieramenti, sulla quale si sono concentrati in quest’ultimo decennio diversi personaggi, per lo più orfani della vecchia DC, che si ponevano come obiettivo la costruzione “di un centro” qualunque esso fosse. Questi tentativi hanno conseguito solo chiari ed indiscutibili insuccessi. Il Pri, dopo il suo ultimo congresso, non credo intenda perseguire l’inutile tentativo di un manipolo di “disperati politici” impegnati nella realizzazione di un impossibile terzo polo. Né certamente può essere efficace una strategia di collocazione del Pri nella sfera di attrazione del PD. Questa ipotesi si inserisce nel retaggio della deprecata visione bipolare del sistema politico nazionale, che postula la collocazione di volta in volta in una delle due galassie elettorali: sarebbe una grave iattura riproporre il medesimo errore del passato. Più opportunamente il focus del Partito appare concentrato sull’obiettivo della Costituente Repubblicana, Liberal-democratica, fortemente finalizzata alla realizzazione del progetto di “Un Governo Draghi” con significativa caratura politica, e con un programma di forte caratterizzazione occidentale ed europeista. I pilastri sui quali potrebbe fondarsi tale esecutivo non possono che essere l’Occidente, come riferimento strutturale nell’ambito degli equilibri geo-politici; la Nato, opportunamente ed adeguatamente aggiornata sulla base di nuovi equilibri strategici, e nella più ampia e più equilibrata collaborazione tra USA ed UE; gli Stati Uniti d’Europa, pienamente ed organicamente agganciati alla cultura politica Liberale, Federale, Sociale; con un modello di sviluppo capitalistico-keynesiano, attraverso gli standard dell’economia sociale di mercato, della programmazione economica, della politica dei redditi, del patto di solidarietà e della crescita demografica. Stiamo delineando un impegno complessivo, arduo, ambizioso; ma è proprio questo il motivo per cui è necessario che ci sia proprio “un governo a forte caratura Politica” con Draghi ispiratore, guida e protagonista; che necessariamente richiede la piena investitura democratica con il mandato chiaro degli elettori. Di tutto questo oggi necessita l’Italia, per ritrovare finalmente la strada della necessaria ed indispensabile rigenerazione, nonché di una prospettica e positiva visione del futuro della Nazione. Il prossimo autunno deve rappresentare la giusta stagione politica dei Repubblicani per cercare di dare concretezza, contenuti, e caratterizzazione all’azione del Pri per “la nascita” del futuro governo di legislatura a guida Draghi.”







