La vicenda Almasri, il capo delle guardie carcerarie libiche ricercato dalla Corte Penale Internazionale, ha dello sconcertante e dell’incredibile al tempo stesso. Sconcertante che il governo attraverso il ministro Taiani abbia parlato di un “vizio delle comunicazioni” ricevute dal ministro Guardasigilli Nordio. Questo significherebbe che vi sarebbe stata una inadeguatezza da parte degli organismi internazionali preposti, tale per cui occorre che il governo italiano provochi un terremoto istituzionale. Chiunque venga imputato del cosiddetto vizio formale, l’Italia invece di arrestare un ricercato, ne ha tutelato il diritto. Se di questo misfatto, la responsabilità ricade interamente sulla CPI, la CPI va riformata. Nel caso poi, bisogna pur considerare ogni ipotesi, l’organismo accusato dal governo italiano, respingesse le accuse, ecco che si aprirebbe un contenzioso fra l’Italia e la Corte Penale. A quel punto, ciascuna parte dovrà fornire validi argomenti a spiegazioni di quanto accaduto. Ancora bisogna capire se il governo si rende esattamente conto a cosa va incontro. Si tratta della messa in questione della sua stessa credibilità internazionale.
Se il governo italiano dimostrasse di avere ragione nelle sue argomentazioni, questo risolverebbe lo sconcerto procurato, non il patema che ancora l’accompagna. L’incredibile è aver messo il pluriricercato su un aereo militare per riaccompagnarlo in Libia. Il governo italiano non riesce a deportare come pure vorrebbe degli ignoti migranti clandestini in Albania e spedisce a casa, senza volerlo, un noto criminale a spese dei contribuenti. Gli sberleffi ricevuti all’aeroporto di Tripoli nei confronti del nostro Paese, della Patria, come bisogna dire per compiacere il presidente del Consiglio, sono il degno coronamento di questa impresa appena compiuta. Cornuti e mazziati.
Le opposizioni hanno pienamente ragione a chiedere che l’onorevole Meloni riferisca alle Camere sulla vicenda, soprattutto dopo le dichiarazioni rilasciate in queste ore dai suoi ministri. Considerate le dinamiche della vicenda, Taiani e Nordio hanno accresciuto lo sgomento. Questo sarebbe il governo della lotta agli scafisti, ai trafficanti di esseri umani e quant’altro. Tale l’incomparabile smacco, che si potrebbe essere indotti a pensare di vedere finalmente il profilo del cosiddetto piano Mattei. Almasri sarebbe il deterrente ritenuto necessario al contrasto dell’immigrazione clandestina. Fosse così, si aprirebbe la questione morale all’interno del governo, non perché vengono versate delle mazzette, banalità del secolo scorso. Perché si verserebbe il sangue della povera gente. C’è da augurarsi che davvero il governo ne esca bene, con tutte le carte in regola. Serve un miracolo, insomma.
Resterebbe allora il solo anacronismo di un governo che ha tutelato, per cause altrui, un torturatore di migranti, quando quelli, poveretti, appena possono se ne vanno sulle loro gambe. L’Italia non è percepita come una nazione in cui piantare radici e quasi più nessuno vuole restarci. Da anni è solo un luogo di passaggio per trasferirsi dove il lavoro è più sicuro e meglio retribuito, cioè quasi ovunque superate le alpi. Se il governo desse cinquecento euro ed un foglio di via ai migranti clandestini che arrivano disperati sulle nostre coste, quelli proseguirebbero il loro viaggio e lo Stato risparmierebbe milioni. di denaro pubblico sprecati.
Galleria della presidenza del Consiglio dei ministri







