I sonori fischi che hanno sommerso il presidente del consiglio a Taranto sono lo specchio infranto del suo fallimento. Il ministro Abodi, persona seria e scrupolosa, sprecata per tale governo, ha ricordato i 270 milioni di investimenti nella sola Taranto. Nemmeno tanto è bastato a placare il dissenso. Taranto è la prima città ribelle al garbo istituzionale che ha indignato il sindaco Poli Bortone. Perché Taranto ha toccato con mano l’irresolutezza del governo sull’Ilva, dopo tutte le rassicurazioni fatte leggiadramente dal ministro Urso, che ancora due mesi fa annunciava una situazione sotto controllo, se non già più, in via di risoluzione.
L’onorevole Meloni ha viaggiato in mezza Africa per il piano Mattei. Si è mai preoccupata di visionare il piano per l’Ilva? Ed un presidente del Consiglio che non sa affrontare in quattro anni di mandato la crisi dell’Ilva, affidando tutto ad un ministro incompetente che ancora a giugno pensava di aver trovato un compratore, può essere in grado di rilanciare le prospettive di sviluppo del continente africano? Davvero il governo prende gli italiani per imbecilli. Ai cittadini di Taranto invece di rimettere in piedi uno dei principali centri siderurgici di tutta l’ Europa, si danno i giochi del Mediterraneo e un paio di centinaia di milioni. Questo dovrebbe loro bastare, cosa vogliono di più. Sono volate le pernacchie ed è ancora poco.
L’onorevole Meloni passa le vacanze di agosto in Puglia, una regione meravigliosa, in uno dei resort più esclusivi, da quattro mila euro a notte. I prezzi si leggono da anni su tutti i giornali. I cittadini di Taranto, anche quelli che non hanno perso il lavoro dell’Ilva, con duemila euro si fanno tutte le loro vacanze e se proprio gli va bene. Poi si sono trovati anche con la speculazione sul prezzo della benzina. Ma è possibile che un governo che per l’appunto favoleggia un piamo Mattei non sia riuscito ad evitare la speculazione sul prezzo della benzina almeno a Ferragosto? Perché Hormuz o non Hormuz, non c’è mai stata in questi mesi una crisi di disponibilità della benzina, la sola Cina ha riserve sufficienti per cinque anni ed è la Cina la prima ad essere rifornita attraverso Hormuz. L’Italia è affacciata sul Mediterraneo. La Libia ha avuto in quest’anno una produzione di petrolio tale da potercene vendere tanto da lasciarci indifferenti non solo alla chiusura di Hormuz, ma persino a quella del canale di Suez. Il governo del piano Mattei ha fatto un qualche passo sulla Libia? Non c’è bisogno di prendere rotte intercontinentali, per arrivare in Libia, basta attraversare uno specchio di mare.
L’onorevole Meloni era grande amica di Trump, che dopo la crisi del Venezuela dispone di fonti petrolifere infinite. Poteva sottomettersi al volere di Trump per aiutare le famiglie italiane: Guarda io non condivido la tua guerra all’Iran, ma ti faccio volentieri usare le basi Nato se mi abbassi il prezzo del petrolio. Era un discorso che si poteva fare, invece di preoccuparsi dei selfie con l’inquilino della Casa Bianca. Altrimenti, al diavolo Trump,. al diavolo l’alleanza atlantica, rifiutati di aiutare gli americani e chiedi il petrolio a buon prezzo agli iraniani che se Hormuz é chiuso te lo fanno arrivare dal mar Caspio lo stesso. L’onorevole Meloni è riuscita nel capolavoro di far irritare Trump e finire nella lista nera degli iraniani. L’onorevole Andreotti era capace di accontentare entrambi. L’onorevole Meloni può finalmente dire di essere riuscita a rovesciare la politica dell’onorevole Andreotti. Un gradissimo successo che ha iniziato a misurare a Taranto.
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