L’agosto scorso, come al tempo del governo Craxi, il Pil italiano pro capite aveva superato quello inglese. Purtroppo i cittadini italiani non erano diventati più ricchi di quelli inglesi, sono solo diventati meno numerosi. La popolazione britannica aumenta, quella italiana diminuisce vertiginosamente a cominciare dai giovani che scappano per cercare un avvenire dignitoso altrove.
Di aumentato davvero in questi mesi c’è il debito pubblico che ha superato quello greco. La Grecia che era giunta sull’orlo del collasso nel 2010, si è rimboccata le maniche è adesso sta meglio di noi. Sul fronte del debito, il governo Meloni ha davvero raggiunto un record, quello più alto in Europa. Complimenti.
Il dato deve pure essere riuscito a scuotere l’imperturbabilità di qualche ministro, tanto da rompere la sua bolla di vetro. Infatti. il vicepresidente del Consiglio, onorevole Taiani, se ne è uscito a metà giornata dicendo che forse sarebbe servita una manovra correttiva. Appena ascoltata la dichiarazione di Taiani rilasciata alla stampa, già era pronta la nota di Palazzo Chigi che la smentiva. L’ipotesi non esisteva. A coronamento della sicurezza del governo, è arrivata persino una voce del presidente del Senato. La Russa aveva incontrato gli imprenditori e riscontrato segnali positivi. Con due guerre in corso, il peggio è passato, ha detto, aggiungendo, precauzionalmente, un forse.
Il presidente del Consiglio in Aula al Senato aveva lamentato come suo solito il super bonus, la principale causa delle difficoltà economiche. Gli stregoni maya si lamentavano delle nuvole che oscuravano il sole. Allora i maya facevano sacrifici, Meloni no. Nemmeno vuole l’austerità. Dal che non si capisce cosa serva lamentarsi per restare inerte. Una soluzione, senza volerlo, gliel’ha data l’opposizione con il salario minimo.
Con un bel decreto legge, si potrebbe mettere tutti i dipendenti pubblici, cominciando dai ministri, fino ai magistrati, al minimo del salario. Nel caso di inadempienze, Salvini denunciato dal collega Giuli come assenteista, il salario minimo potrebbe essere legalmente decurtato. Questo sarebbe per lo meno in grado di aiutare le magre finanze italiane. minacciate dall’espansione del debito e dall’inerzia del governo che nemmeno ha predisposto dei banali tagli alla spesa per darsi un qualche tono. Disgraziatamente, se mai sarà fatto un salario minimo, sarà per mettere al minimo del salario i dipendenti privati, non quelli pubblici, tanto che quando i sindacati erano marxisti, il salario lo volevano aumentato, il salario minimo lo concedevano i padroni.
Oggi è una bellissima giornata, gli uccellini cinguettano e il presidente del Consiglio vola in Grecia dove pure sarà guardata dall’alto in basso. Magari qualche anima pia l’avvisa su cosa l’attende se continuerà a pensare che sia l’Europa a doversi preoccupare delle fonti energetiche e che l’Italia in fondo, in questi quattro anni, se la sia cavata piuttosto benino nonostante i governi che l’hanno preceduta.
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