Quello che sarà interessante capire sono i tempi nei quali i paesi occidentali interessati, Francia, Germania, Italia, innanzitutto, invieranno una flotta armata nel mar Rosso. L’unico precedente recente, altrimenti vi sarebbe la Crimea nel 1853, è quello del 1987 nel Golfo persico che si distingue con due caratteristiche. La prima, che nel golfo la guerra fra Iran ed Iraq era finita e noi eravamo solo un peace keeping, la seconda, che l’Inghilterra era parte della missione. Oggi invece l’Inghilterra è già impegnata nell’area, lo è direttamente accanto agli Stati Uniti e a questo punto la speranza è che prima che arrivi il contingente navale italiano, la crisi si sia già risolta, o per lo meno, abbia abbassato il livello massimo di tensione. Altrimenti, all’Italia è stato servito un boccone avvelenato offrendole la guida di una missione che potrebbe rivelarsi ben al di sopra delle forze della marina militare di cui dispone l”Europa. Inglesi ed americani possono contare sull’appoggio aereo avendo stanziate due portaerei nei Mediterraneo, senza il supporto del quale, meglio non pensare a cosa possa accadere alla flottiglia europea una volta giunta nel canale.
La missione militare in cui sarà impegnata l’Italia è stata definita prevalentemente difensiva, per cui ci si rende perfettamente conto che rispetto alla missione nel Golfo del secolo scorso, vi è una guerra in atto. Il semplice atteggiamento difensivo, comporta inevitabilmente di divenire un bersaglio, esattamente come accadde alle nostre truppe in Afghanistan, o in Iraq. Per cui a meno che sia stata sbaragliata la capacità di offendere dell’avversario, i militari europei si troveranno a fortissimo rischio. Per il momento a fronte degli attacchi anglo americani, gli Houti se la ridono allegramente, preoccupandosi di far sapere che questi sono insulsi. Non che necessariamente abbiano ragione, magari quella degli islamisti è propaganda e gli attacchi sono devastanti. iI punto è che senza contingenti a terra dall’alto non puoi sapere esattamente l’effetto dei bombardamenti per cui, il nemico può raccontare quello che gli pare. Sapremo le cose come stanno quando arriverà la flotta europea. Se questa verrà colpita con perdite, l’azione area anglo americana sarà stata vanificata. Se invece tutto andrà per il meglio, vuol dire che gli anglo americani hanno raggiunto il loro obiettivo. In una parola quindi, cosa ci va a fare la missione europea se non è in grado di intervenire immediatamente?
Pensare che c’era un modo per intervenire immediatamente e soprattutto nella maniera più utile, ovvero via terra, perché la Francia ha la Legione stanziata a Gibuti in faccia allo Yemen. Praticamente basterebbe organizzare uno sbarco o un lancio di paracadutisti da una costa all’altra, tempo un’ora per schierare tutti gli effettivi. Solo che questo comporterebbe un atto di guerra vero e proprio, proprio quanto si vorrebbe evitare. In effetti non c’è niente di peggio di un conflitto occidentale con lo Yemen, se non finirci dentro senza volerlo e trovarsi da subito con le ossa rotte, esattamente come potrebbe stare per accadere.
foto dalla galleria della presidenza del Consiglio







