Quando il governo inizia a dire di essere un esempio per l’Europa, ha perso le ragioni politiche della sua esistenza. Conte si vantava di essere un esempio per l’Europa nella lotta al Covid. Il Giappone, che sta in Asia, aveva ottomila morti contro i centomila italiani dello stesso anno. L’onorevole Meloni ha bruciato le tappe. Ha iniziato a dire di essere un esempio per l’Europa quando voleva rinchiudere, senza riuscirvi, i migranti nei centri in Albania. II capofila dell’epopea fu il maresciallo Graziani in Libia, il secolo scorso. Non che ci sia proprio di essere fieri. Allora, adesso siamo diventati un esempio per l’Europa grazie alla flessibilità energetica. Congratulazioni, sempre meglio che come seviziatori.
Con un debito pubblico complessivo che continua a salire più velocemente di un Pil che resta immobile, ci vuole coraggio. Il rapporto debito pubblico, Pil, in Italia è al 137,1 per cento. Dovremmo essere riusciti a superare la Grecia che almeno è in discesa. Questo si che sarebbe un primato del governo Meloni. Il governo ha una qualche idea di come riusciranno mai le generazioni future a pagarlo? Non ci pensa nemmeno. A fatica comprende che la Commissione europea detta delle condizioni. Questa flessibilità, non è gratuita. Nessun altro paese l’ha chiesta, quelli che hanno approvato il Mes, che l’Italia ha respinto, non tengono il cappello in mano. Ahinoi, l’Europa è più severa di quanto riesca ad essere generosa. Con lo 0,1 per cento di sforamento resti sotto procedura di infrazione. Non contenta, Meloni rilancia sull’energia.
In Italia i tempi di approvazione di un nuovo progetto industriale equivalgono generalmente ai tempi di realizzazione dello stesso progetto nell’ UE. La Commissione in cambio della sua generosità ha chiesto una riforma del catasto. La stessa domanda dovrebbe averla fatta nel 2012. Stiamo ancora lì. Con la pillola, l’olio di ricino. Dombrovskis ha spiegato serafico che le misure di flessibilità possono essere di sostegno alle famiglie. Non di “sostegno ai combustibili fossili”. Il commissario lettone ha invitato l’Italia ad incentivare l’acquisto di veicoli elettrici, a sostituire gli impianti di riscaldamento con pompe di calore, o a installare pannelli solari. Vanno bene persino batterie per l’accumulo dell’energia. Tutto, insomma, fuorché i tagli alle accise sull’energia.
In queste condizioni, piuttosto che andare avanti alla disperata, all’onorevole Meloni conviene una crisi di governo e anche in tempi brevi. Con le divaricazioni esistenti nella sua maggioranza, un pretesto lo si trova. Salvini vuole aprire alla Russia. Una rottura apparirebbe persino dignitosa. Qualunque cosa, pur di non arrivare al voto schiacciati dal peso del fallimento sulle spalle.
galleria della presidenza del Consiglio dei Ministri







