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Una manovra di galleggiamento

Riccardo Bruno di Riccardo Bruno
31 Dicembre 2025
in L'editoriale
1
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Il fatto che il governo si sia rimangiato le sue promesse elettorali per varare una manovra che serve principalmente ad evitare, forse, una procedura per deficit eccessivo è l’unico merito che si potrebbe ancora riconoscere alla maggioranza. Questo se non ci fosse stata la scena pietosa di un partito che contesta le misure del suo stesso ministro, per poi essere costretto ad ingoiarle. Una conferma di come la maggioranza pensata una cosa, ne debba poi fare un’altra e senza nemmeno essere capace di ammettere l’errore di valutazione iniziale commesso. Problema serio per il proseguimento della legislatura. Un governo che va avanti con noncuranza, invece di imboccare la direzione giusta, finirà con il compiere sbagli ancora più gravosi.

Per il resto, il complesso delle misure prese non merita particolare clamore, né in senso positivo, né in senso negativo. La manovra appena approvata è in verità, anche nelle sue cifre, piccola cosa. Il ministro Giorgetti l’ha definita “prudente” e se voleva schivare l’accusa di austerità, ha ragione. Le opposizioni non hanno proprio nessuna cognizione del concetto di austerità. Solo che la manovra non è nemmeno prudente, è proprio carente. Non si vede nemmeno un tentativo di tagli alle spese, quando l’amministrazione pubblica appare fuori controllo. Non è vero che il governo non aumenta le spese sanitarie. Ma senza un indirizzo certo, quanto investito verrà dilapidato e non ci sarà miglioramento alcuno per i cittadini bisognosi di cure. Mentre la polemica sulle spese militari di parte dell’opposizione è forsennata. Considerate le condizioni in cui ci troviamo, sotto le continue minacce della Russia anche al Capo dello Stato, abbiamo i sottomarini di Putin sotto le coste della Sicilia, ci mancherebbe che il governo non prevedesse un qualche intervento finanziario a riguardo. Quanto all’Ucraina, servirebbe un elenco pubblico e dettagliato dei generi di aiuti che il governo ha previsto in frangenti tanto delicati e con promesse di sostegno eclatanti e apodittiche annunciate fra un abbraccio a Zelensky ed un altro.

Quello che non è accettabile della manovra è l’aumento dei fondi concessi alle scuole paritarie, a detrimento della scuola pubblica. Questa sembra abbandonata a se stessa con professori più preoccupati della politica che dell’insegnamento. Un andazzo incostituzionale avvenuto disgraziatamente sotto un governo Prodi, con un ministro di nome Berlinguer. Il Pri all’epoca in maggioranza si oppose a quell’ intervento con fermezza. Se le forze che si richiamavano alle istanze sociali, erano disposte a concedere tanto alle esigenze della scuola privata, una volta che la destra liberista si fosse trovata al governo, sarebbe stato peggio. Infatti a quella, oggi si aggiunge anche l’integralismo cattolico, l’unico ad aver ragione di esultare.

La cosa peggiore è che questo sostegno alla scuola paritaria è un chiaro segnale politico proveniente dalla maggioranza, rispetto alla confusione che la domina completamente. Non si vede un’idea di sviluppo del paese, una qualche proposta di modernizzazione, un minimo progetto innovativo. Le flebili voci che pure si erano udite a riguardo, oramai sono spente. Il governo Meloni assomiglia mestamente ad un governo Goria. Tanti sforzi compiuti, per ritrovarsi agli anni novanta del secolo scorso. Ci sarà pur qualcuno che si chiederà se poi ne sia valsa la pena.

pubblico dominino

Tags: deficitGiorgetti
Riccardo Bruno

Riccardo Bruno

Riccardo Bruno si è laureato in Storia della Filosofia presso l'Università di Roma La Sapienza nel 1988. Dal 1987 al 1989 collabora all'Ufficio esteri del PRI diretto dall'onorevole Vittorio Olcese. Dal 1994 è capo ufficio stampa del PRI, dal 1995 giornalista professionista iscritto alla stampa parlamentare. Nel 1999 è capo redattore de La Voce Repubblicana. È stato poi editorialista per il Foglio di Giuliano Ferrara e l'Indipendente di Vittorio Feltri. Dal 2019 è prima vice direttore de La Voce Repubblicana e poi direttore politico

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Comments 1

  1. alberto pioppi says:
    5 mesi ago

    La legge finanziaria non fa nessun taglio alle spese inutili. Fa solamente calare i redditi degli italiani.La sanita che e’ un asse portante del sistema sociale italiano e soggetta a rinpinguii che non portano a nessuna crescita per i servizi .I tempi di attesa sono diventati impossibili. ti devi rivolgere al privato per fare un po presto.Noi abbiamo un sistema filtro per gli ingessi a Medicina che ha portato il paese a non avere piu’ medici. I soldi per finanziare maggiormente l scuole paritarie ci sono. E assurdo che io debba pagare piu tasse per finanziare quelle scuole. Se uno ci vuole andare paghera’ di tasca sua.

    Rispondi

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