A differenza della Cortina di Ferro, dove se cercavi di uscirne l’Urss ti mandava i carri armati, la Nato non obbliga nessuno a farne parte. Per anni la Francia è stata con un piede dentro e l’altro fuori, la Germania ha scelto di aderire nel 1955, sei anni dopo la sua fondazione, la Spagna nel 1982 e la Svezia solo due anni fa. L’Italia che ne fece parte dal primo momento, le forze politiche democratiche di allora erano tutte convinte, potrebbe benissimo ritirarsi. La cosa farebbe scalpore come è ovvio, le procedure sarebbero per lo meno complesse, ma la decisione del paese sarebbe rispettata, quali esiti potesse produrre. L’Italia non è la Svizzera circondata dalle montagne. Assume per le sue coste una rilevanza strategica difficilmente rinunciabile. Questo è il motivo per il quale converrebbe restare nella Nato. Dal momento che lo Stato non sa difendersi dai No Tav, i libici potrebbero rivendicare Lampedusa, la Croazia Trieste, l’Austria Venezia e l’Inghilterra Capri. Meglio non pensarci.
D’altra parte, la Nato richiede una spesa militare non indifferente. Abbassata negli ultimi trent’anni di tre punti percentuali, oggi bisognerebbe riportarla almeno sopra di due. E come si fa. La sanità è a pezzi, la scuola, non ne parliamo, il caro energia, la povertà che si diffonde, dove li troviamo tutti sti soldi? Ci vorrebbe un governo capace. Nemmeno tassando gli extraprofitti delle banche, i colossi del web, alzando il prezzo delle sigarette, idee geniali, si riuscirebbe a fare tutto. Per cui il ministro degli Esteri Taiani, aveva detto beh ci sono dei fondi europei, 14 miliardi, utilizziamoli. Un ingenuo. Anche se ce li regalassero i soldi, non li si vuole per le armi, ecco il vero punto. Piuttosto indebitiamoci al gioco d’azzardo.
La settimana scorsa le forze delle difesa ucraina hanno colpito una nave russa che portava armi all’Iran dal mar Caspio. L’episodio rivela due cose. La prima che il mondo è tondo e nessuno ostacolo impedisce di venir aggirato. La seconda che Russia ed Iran sono alleati e che anche America ed Ucraina lo sono. La guerra in corso è una sola con due diversi fronti. Cosa ci vuole per far finire la guerra in Iran? Che ceda il fronte ucraino, ovvero che la Russia si ritiri. Fino a quando la Russia combatte, l’America colpirà tutti i suoi alleati, come ha fatto con la Siria ed il Venezuela per evitare uno scontro diretto fra vincitori della seconda guerra mondiale. Questo significherebbe l’inizio della Terza.
L’Ucraina oramai è un fronte Nato. Con tutto il sostegno che riceve dai paesi membri, sarebbe assurdo non rendersene conto. Perché sosteniamo l’Ucraina, che in verità l’Italia sostiene abbastanza miseramente? Perché siamo parte della Nato. Non vogliamo sostenere l’Ucraina, non vogliamo spendere in armi, schifiamo Israele e detestiamo Trump? Semplicemente, abbiamo sbagliato alleanza politica militare. Usciamone. Alle prossime elezioni, il movimento cinque stelle, la Lega, Vannacci, Verdi e sinistra, facessero una coalizione capace di dire al popolo italiano, basta con questa follia. Troveranno simpatie in molti ambienti del Pd, in Fratelli d’Italia, in altri insospettabili. Magari vinceranno le elezioni e attueranno il loro bel programma di neutralità. Quali che sarebbero le conseguenze si vedranno. Meglio comunque dell’andazzo attuale. Tutte le nazioni che guardano all’Italia non riescono a capire da che parte stia e, peggio, da che parte voglia stare domani. Non che poi i nostri alleati di oggi ci chiedano molto. Almeno la credibilità.
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