Lo scorso 9 maggio, giorno in cui la Russia celebra il c.d. “Giorno della vittoria” nei confronti della Germania nazista, in quel di Berlino le forze responsabili dell’ordine pubblico erano in stato di massima allerta: al corteo che ogni anno si tiene nella capitale tedesca, oltre che in molte città ex-sovietiche, erano attesi alcuni esponenti di uno strano club russo di bikers: i Night Wolves o Lupi della Notte, poco conosciuti in Occidente ma, meritevoli di una certa attenzione.
Questi ultimi detti anche gli “Angeli di Putin”, costituiscono attualmente il più grande club motociclistico della Federazione russa, fondato nel lontano 1989 da Alexander Zaldostanov.
Il fondatore, per le sue caratteristiche, merita certamente un ritratto particolareggiato: nasce nel 1963 a Kirovograd, nell’Ucraina sovietica, da padre georgiano e madre russa di fede ortodossa; cresce a Sebastopoli, in Crimea, dove viene educato nel culto di Stalin. Molti anni più tardi dichiarerà che per lui “l’ucraino non è mai stata una lingua ma piuttosto un dialetto russo”, definendo l’Ucraina stessa un Paese “artificiale”. La sua è una famiglia di medici, professione alla quale egli stesso si avvicina e che gli farà guadagnare l’improbabile soprannome di “Chirurgo”. Alto e cosparso di tatuaggi, una lunga criniera leonina raccolta dietro le spalle ed una vistosa croce d’argento appesa al collo, si presenta come un testimone orgoglioso dei valori tradizionali della cultura slava e pan-russa, esprimendo sfiducia ed ostilità verso l’Occidente.
Il Club motociclistico, nato nella vecchia Urss come gruppo promoter per concerti illegali di musica rock, è presto diventato un centro per l’attivismo e la propaganda politica: ora organizza ed ospita raduni di motociclisti, attirando appassionati da circa cinquanta chapters (così chiamano le loro sezioni) sparsi in tutto il mondo ed utilizza una narrazione celebrativa molto efficace, soprattutto sui social media, incentrata sulla spettacolarizzazione di ogni evento.
Organizzazione di concerti e di raduni, negozi di tatuaggi, palestre, progettazione e produzione di motociclette, corse di sport motoristici, merchandising di prodotti a marchio “Wolf” sono solo alcune delle attività gestite dal club; il loro quartier generale, nel nord-ovest di Mosca, è una realtà a sé stante comprendente un’officina per motociclette, un sexy-club con diversi bar e ristoranti, una tenda all’aperto, un’arena con palco per gli spettacoli, un parcheggio ed un hotel. A fare da contraltare al bike club, apparentemente sorretto da attività auto sovvenzionate e donazioni, c’è in realtà una fitta struttura imprenditoriale, potente e ben infiltrata sul territorio nazionale, europeo ed asiatico. I suoi affiliati sono spinti dal “nazionalismo grande-russo” che poggia su tre pilastri: diffusione di valori della tradizione slava, erogazione di servizi per la formazione e la sicurezza, affiliazione di categorie professionali sia russe che di altri paesi. La propaganda nazionalista grande-russa ha quindi il suo veicolo di diffusione attraverso i c.d. “chapters”, sezioni locali che operano, formalmente senza scopo di lucro, in Russia ed in Europa grazie anche alle associazioni dei motociclisti, a varie organizzazioni giovanili e ad attività commerciali associate. La distribuzione di questi chapters a livello territoriale può sembrare casuale, ma dietro ad essa si cela un disegno più ampio: posizionare in maniera capillare e strategica i club, per insediarli in piccole città o in realtà povere e rurali, anche di paesi Nato, avendo come principale scopo quello di infiltrare questi territori per poi provare a destabilizzarli dall’interno. Sul loro sito scrivono: “Siamo pronti a morire come guerrieri”, ma poi si contraddistinguono per essere riusciti a ritagliarsi, negli anni, una posizione privilegiata e stretti legami con Putin, il quale li ha più volte definiti “amici” e con i quali è comparso in diverse foto, in occasione di eventi pubblici. Vedremo, in un prossimo articolo, come questo capillare network venga impiegato, proprio dal potere putiniano, come strumento di guerra ibrida ed in quali specifici scenari.








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