Che al Cremlino abbiano perso ogni residuo lume della ragione lo dimostra il fatto di ritenere che i terroristi del Crocus City Hall volessero andare in Ucraina attraverso un confine blindato dall’esercito russo. Se mai quattro terroristi avessero avuto una qualche possibilità d passarvi davvero, o solo ritenuto di poterlo fare, questo testimonierebbe una falla di sicurezza della Russia ancora più grave di quanto si potesse già immaginare. Non solo i terroristi circolano per Mosca e ammazzano gli innocui spettatori di un concerto a loro voglia, ma pure solcano i posti di blocco della mitica “operazione speciale” con indifferenza.
L’unico ad avere un qualche residuo neurone in testa è il povero presidente Lukashenko che oramai ha compreso che il suo dolce regno assolutista sta per concludersi tragicamente. Almeno Lukashenko si batte. Per cui ha subito detto, fosse vero o meno, che i terroristi si volevano recare in Bielorussia e non in Ucraina, perché attraversare la Bielorussia sarebbe un tentativo di fuga più plausibile per le capacità di difesa di Mosca. Solo che oramai Putin, invece la testa l’ha completamente persa. Il giorno in cui la Francia gli offre cooperazione contro l’Isis, accusa Stati Uniti e Gran Bretagna di aver armato il nucleo stragista. Mai fosse vero anche questa, gli converrebbe comunque tacere e accettare l’aiuto della Francia. Putin è andato talmente alla deriva che non c’è più nessuna possibilità di recupero e come abbiamo sempre scritto, se non sono i russi in grado di fermarlo, il suo popolo che da più di vent’anni lo sopporta e lo patisce con i penosi deliri di onnipotenza, i cui risultati si sono appena visti, ci dovrà pensare la Nato e stiamo arrivando dritti a questa soluzione.
Dopo che il continuo impiego di missili ha attraversato lo spazio aereo polacco, la Nato ha dispiegato centomila uomini alle frontiere del paese, che si aggiungono per la verità alle forze americane atomiche in Finlandia. Questo significa che se Putin riuscisse ad avanzare su Kyiv, l’America non fornirà ulteriori armi a Zelensky e l’Unione Europea semplicemente non è in grado di farlo, la Nato si assumerà la responsabilità della difesa dei confini dell’occidente democratico.
Dunque è venuto il momento per l’Italia di valutare attentamente quelli che sono i suoi impegni internazionali e della necessità di soddisfarli. L’attuale coalizione di governo che discute su destra e sinistra, è semplicemente anacronistica. Di fronte ad un aggravarsi della situazione militare europea, l’unica differenza ammissibile sarà fra chi si riconosce nella Nato e chi pensa che con Putin si possa trovare una qualche mediazione, che magari l’Ucraina, che combatte con grande fierezza, meglio farebbe ad arrendersi.
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