Anselmo Gusperti della sezione del Pri di Cremona ci ha inviato il seguente testo
La Nazione è l’insieme delle persone che si riconoscono nei valori, nella Storia, nei simboli, uguali per tutti e da tutti riconosciuti rispettati come identitari. Lo Stato é la struttura e lo strumento che la Nazione (i cittadini) si diedero o si danno
per governare la Nazione ed il suo territorio. La Nazione si dà uno Stato e decide l’ordinamento e gli apparati che lo fanno
funzionare attraverso elezioni libere (in democrazia, ovvio).
Quindi lo Stato è soggetto alla Nazione ed al suo volere, così come le relative cariche che lo rappresentano e lo governano ossia lo Stato non deve mai prevalere sulla Nazione intesa nella sua globalità e nella sua individualità (singola persona/cittadino).
Le cariche chiamate a gestire Stato sono temporaneamente al servizio della Nazione, non ci si possono identificare, non se ne possono servire (a qualsiasi titolo e per qualsiasi scopo) e tanto meno impossessare: sarebbe la Dittatura assoluta : “ L’Etat c’est moi ” lo diceva Luigi XIV , il Re Sole, appunto un sovrano assoluto, ma lo diceva allora,; oggi, dopo Illuminismo, Rivoluzione francese,
fascismo, nazismo e comunismo, penso che, ragionevolmente, in Europa siamo, o dovremmo essere, già sufficientemente vaccinati.
Eppure serpeggiano, e si irrobustiscono ogni giorno, simpatie, cedimenti, vicinanze ed amicizie con dittatori (Putin il russo, Kim il nord coreano, Xi il cinese, gli ayatollah iraniani con i loro addentellati, ecc.) ed aspiranti tali (Orban l’ungherese ma non solo e, forse, Trump). Simpatie, cedimenti, vicinanze ed amicizie che, pelose ed interessate o no, sono sicuramente indicative di reconditi ed inconfessabili obiettivi, perniciose per i rapporti con i nostri amici/alleati storici e di comune sentire/civiltà e, sicuramente non foriere di pace e benessere per gli italiani, la Nazione Italiana, in
attesa di diventare la Nazione Europea. Perché, lo si voglia o no, la Nazione italiana, per Storia, civiltà, idem sentire, interessi e molto altro è già una nazione europea (chiedetelo ai nostri giovani), lo Stato italiano forse non se ne è ancora accorto o del tutto convinto.
Ma, come abbiamo visto, la Nazione ha, e deve avere, la prevalenza sullo Stato, lo dice la nostra storia, la nostra civiltà, è scritto nella nostra Costituzione. Le cariche dello stato italiano non devono mai dimenticare la loro temporaneità e lo spirito di
servizio verso la Nazione. Del resto Giovanni Spadolini, maestro dell’aplomb istituzionale diceva che “ Non si va al potere ma si va al governo e sempre con le valige pronte”.
Museo del Risorgimento mazziniano di Genova






