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Chi davvero non vuole lo Stato palestinese

Riccardo Bruno di Riccardo Bruno
17 Aprile 2024
in L'editoriale
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Le intenzioni di riportare la pace in medio oriente espresse dal governo italiano, attraverso il suo ministro degli Esteri, onorevole Tajani, sono pregevoli e ammirevoli. Assoluto interesse dell’Europa e quindi dei paesi mediterranei è di arrivare il prima possibile ad una cessazione delle ostilità, alla fine dei combattimenti e delle distruzioni a Gaza. La stessa disponibilità italiana espressa a dare un contributo in questo senso, merita pieno sostegno. La soluzione dello Stato palestinese indicata dal ministro Tajani e non solo lui ovviamente, è purtroppo molto più complessa. Uno Stato palestinese era stato negoziato da Israele e da Fatah, nella persona di Arafat, degli anni ’90 del secolo scorso e Israele si era detta disposta a rinunciare a territori, anche rilevanti, considerata l’estensione non proprio eccezionale di Israele, in cambio della pace. La risposta del popolo di Gaza in un referendum indetto sull’accordo fu la sconfessione di Arafat, la fine di Fatah, la scelta di Hamas che divenne a breve il governo ufficiale della città e della Striscia, rilanciando la guerra ad oltranza ad Israele.

La carta dell’Olp non prevedeva la creazione di uno Stato palestinese, ma semplicemente di buttare a mare quello ebraico, mentre Hamas ha come slogan “dal fiume al mare”, che praticamente significa lo stesso. Entrambe le organizzazioni si ripromettevano soltanto la liberazione della Palestina. Lo Stato è concetto occidentale che non collima necessariamente con le ambizioni del mondo arabo, dal momento che gli Stati esistenti nell’area sono principalmente costruzioni del ministero delle colonie britannico. d’accordo con la Francia. Gli arabi nel tempo sostenevano il califfato, mentre lo Stato saudita è contestato dalla Repubblica iraniana dove i religiosi lo Stato lo hanno occupato e subito hanno proposto la dissoluzione di quello Saudita per liberare le principali moschee della regione. Perché si possa arrivare ad una soluzione dello Stato si dovrebbe avere qualcuno che la sostenesse all’interno di Gaza e visto che si è unanimemente convinti che la popolazione di Gaza non coincide con i sostenitori di Hamas, sarebbe il caso di vedere emergere almeno una posizione politica distinta e diversa da quella di Hamas. Nel caso fosse ancora solo Fatah con Abu Mazen a sostenere lo Stato palestinese, questo si potrebbe costruire al limite a Ramallah. In ogni caso bisognerebbe stabilire esattamente i confini di questo Stato palestinese.

La Giordania, diceva il presidente tunisino Bourguiba è solo un nome di un fiume, mentre Gaza è una città di origine fenicia che ha vissuto quasi interamente la sua storia, dai tempi di Cleopatra fino al 1948, come città egiziana. Per cui bisognerebbe capire come si rapporterebbe la Giordania con uno Stato palestinese dal momento che la Palestina storica include soprattutto la Giordania, oltre a parti del Golan, del Libano, non certo solo la piccola Israele. Probabilmente alla Farnesina avranno anche una proposta per salvaguardare il diritto internazionale della Giordania, la quale non vuole nemmeno annettersi le popolazioni della Trans Giordania per maggiore sicurezza del suo Stato interno.

Mai domani gli ebrei di Israele si stufassero di stare sotto le bombe e gli attacchi che li hanno colpito per settant’anni insieme all’odio di mezza comunità internazionale, solo in Italia vediamo manifestazioni ogni giorno contro Israele, persino nelle università., potrebbero convincersi che tutto sommato la soluzione migliore per loro sarebbe stata quella proposta da Hitler nel Mein Kampf, trasferirsi tutti in Madagascar. In questo modo in effetti, gli ebrei potrebbero soddisfare i sentimenti delle popolazioni europee amiche dei palestinesi. Allora in medio oriente non ci sarebbe la pace, piuttosto si scatenerebbe una guerra araba. In questo caso davvero servirebbero i soldati italiani che Tajani generosamente sarebbe pronto a mandare anche se non proprio nelle condizioni di sicurezza in cui si trovano quelli già schierati in Libano in una missione Onu di cui non si capisce cosa si faccia Il Libano era uno Stato florido e indipendente, poi sono arrivati i palestinesi, gli Hezbollah e si vede dove sta finendo.

Tags: GazaTajani
Riccardo Bruno

Riccardo Bruno

Riccardo Bruno si è laureato in Storia della Filosofia presso l'Università di Roma La Sapienza nel 1988. Dal 1987 al 1989 collabora all'Ufficio esteri del PRI diretto dall'onorevole Vittorio Olcese. Dal 1994 è capo ufficio stampa del PRI, dal 1995 giornalista professionista iscritto alla stampa parlamentare. Nel 1999 è capo redattore de La Voce Repubblicana. È stato poi editorialista per il Foglio di Giuliano Ferrara e l'Indipendente di Vittorio Feltri. Dal 2019 è prima vice direttore de La Voce Repubblicana e poi direttore politico

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