Il segretario del Pri della Regione Emilia Romagna, responsabili Enti Locali nazionali del partito, Eugenio Fusignani, ha ricordato la figura dell’amico Luciano Biasini, in occasione dei suoi funerali lunedì scorso a Cesena.
“Carissimi familiari, cittadine e cittadini, amiche e amici repubblicani,
È non senza emozione che in questa dolorosa circostanza mi accingo a tracciare il ricordo di un amico.
Quale segretario regionale, sono onorato oltre che profondamente commosso, per aver raccolto l’invito degli amici cesenati a portare questo saluto, l’ultimo saluto, a una persona che ha rappresentato tanto per il PRI e non solo quello di Cesena.
Luciano Biasini è stato un uomo importante, capace di lasciare un segno profondo nella nostra comunità.
Professore di matematica di grande talento dell’Università di Ferrara, ha dedicato la sua vita al sapere e all’educazione.
Quest’ultima, in particolare, è stata sempre un pilastro della sua esistenza, e anche in questo possiamo vedere riflesso uno dei dettami più grandi del mazzinianesimo: l’idea che l’educazione sia il fondamento per la costruzione di uomini liberi e di cittadini consapevoli e responsabili.
È impossibile parlare di lui senza ricordare il peso del suo cognome, così legato al Partito Repubblicano.
Infatti il cognome che portava non era un cognome qualunque essendo Luciano cugino di Oddo Biasini, che non è stato solo una figura importante del Partito Repubblicano, ma una figura profondamente amata e stimata sia a Cesena sia fuori Cesena per la sua integrità, il suo impegno e la sua capacità di rappresentare i valori repubblicani.
Ma Luciano non è stato solo erede di un’importante tradizione familiare: è stato un repubblicano autentico, mai ambiguo nelle sue scelte, mai in bilico nei suoi ideali.
Anche quando le sue posizioni, spesso conservatrici, lo portavano a confrontarsi con chi la pensava diversamente, lo faceva sempre con correttezza e rispetto, qualità che oggi più che mai dobbiamo riconoscergli e celebrare.
Luciano era di quella genìa, di galantuomini repubblicani per i quali andavamo fieri: e con la sua grande caparbietà ha dato al suo nome un significato tutto suo, incarnando pienamente l’associazionismo mazziniano.
Infatti, è impossibile pensare all’ENDAS in Emilia-Romagna senza richiamare la sua figura.
Luciano era l’ENDAS, il volto di quell’associazionismo sociale e democratico che tanto gli deve e per il quale ha dedicato tante energie larga parte della sua vita.
Luciano aveva una vitalità sorprendente, che non lasciava trasparire la sua età.
Aveva ancora una grande energia e una grande passione, che trasparivano in ogni cosa che faceva e nel modo in cui affrontava le sfide.
Anche nel suo spirito conservatore, con posizioni spesso in contrasto con il resto dell’Emilia-Romagna e, spesso, anche nel partito cesenate, emergevano chiaramente le sue radici mazziniane e uno spirito lamalfiano che non lo ha mai abbandonato.
Quelle posizioni, anche quando ferme e apparentemente controcorrente, erano sempre intrise di ideali nobili, di rispetto per la tradizione e di un profondo senso di responsabilità.
Un ricordo personale rende tutto ancora più vivido: ci eravamo sentiti poco prima dell’ultimo dell’anno, e anche in quell’occasione mi aveva dato una mano preziosa per risolvere alcuni problemi legati alla sezione Pittalis di Bologna, una sezione che lui stesso aveva fortemente voluto e dedicata a un indimenticabile amico come Gualtiero Pittalis.
Alla fine della telefonata, mi disse: “Tu pensi che io sia di destra, ma io sono sempre coerente e abbiamo posizioni che sono molto più vicine di quello che tu immagini. Il mio essere a volte controcorrente è figlio dei soprusi che certa sinistra ci ha riservato, ma il mio sentire è un sentire che è molto molto vicino al tuo.”
Quelle frasi mi sono rimaste nel cuore, perché rappresentavano tutta la sua profondità e la sua onestà intellettuale.
Non sempre le nostre posizioni coincidevano, ma in ogni confronto c’era rispetto reciproco e la consapevolezza che parlavamo e ci confrontavamo sempre da repubblicani, con quella correttezza e quella dignità che erano parte del suo essere.
Questo è il modo migliore per ricordarlo: come un uomo che ha incarnato i valori più alti del repubblicanesimo, che ha lasciato un’eredità fatta di coerenza, dedizione, profonda umanità e inesauribile vitalità e generosità.
Non solo la generosità verso il partito, a cui ha dedicato tempo, energie e impegno incommensurabili, ma anche quella personale, che tanti hanno avuto modo di conoscere e apprezzare.
La sua sezione di San Giorgio, in particolare, è ben consapevole di questo suo grande afflato, di questo suo essere profondamente generoso, sempre pronto a dare una mano, a offrire il suo supporto concreto, senza mai tirarsi indietro.
Per questo cono ancor più commosso nel portare il mio cordoglio personale e quello di tutti i repubblicani dell’Emilia-Romagna al Partito Repubblicano di Cesena, in cui militava, a tutta l’ENDAS, che tanto gli deve e soprattutto alla sua famiglia.
E vorrei concludere questo mio ricordo con una frase di Bertrand Russell, che credo rispecchi lo spirito di Luciano e il senso della sua vita: “Il miglior modo per realizzare una vita degna non è solo quello di vivere bene, ma di lasciare il mondo un po’ migliore di come l’abbiamo trovato.”
Luciano ha vissuto seguendo questa strada, incarnando questa visione e lasciando un’eredità di valori, idee, azioni e gesti concreti che continueranno a ispirarci.
Lorenza e Paolo, Jacopo e Valentina, Floriana, Gabriella a voi l’abbraccio di tutti i Repubblicani emiliano-romagnoli.
A te, Luciano, il nostro pensiero più fraterno e il nostro più laico grazie per tutto quello che hai fatto per contribuire a rendere la tua comunità, il nostro mondo associazionistico e il nostro partito, un po’ migliore.
Ciao Luciano, ti sia lieve la terra”.





