Ascoltiamo sempre con grande interesse le interlocuzioni a mezzo video, senza stampa e senza contraddittorio, del presidente del Consiglio illustrare i successi conseguiti dalla nazione sotto la guida del suo governo. I dati forniti sono effettivamente incoraggianti, sia per gli investimenti che per l’occupazione. La crescita del prodotto interno lordo è persino superiore, come ha detto il ministro Giorgetti a quella di altri paesi europei. Alla luce dell’intervento dal ministro, l’onorevole Meloni si è mostrata persino modesta. Avrebbe potuto vantare che l’Italia ha superato gli Stati Uniti d’America, meno 0, 3 loro, più 0,3 noi. Singolare che le sia sfuggito questo successo e proprio a poche ore di distanza da un articolo della tedesca Bild che definisce l’Italia “una bella sorpresa”. Complimenti vivissimi.
Il video del presidente del Consiglio ha dato una grande speranza ai cittadini italiani che come noi si confrontano pure con una realtà che ancora non offre particolari motivi di soddisfazione. Le buste paga, escluso forse quelle del pubblico impiego, i parlamentari sicuramente, aumentano meno dell’inflazione. Le pensioni, non ne parliamo. Il governo avrà pure delle ragioni forti per rifiutare il salario minimo e fior di economisti che le sostengono. Viste però le condizioni generali dovrebbe avviare ed in fretta, una qualche politica per l’aumento dei salari da discutere con i sindacati in rapporto al potere d’acquisto. Di questa non c’è traccia e nessuna preoccupazione. Il presidente del Consiglio è convinto che i salari crescano. Oggi è il primo maggio e avremo modo di ascoltare i toni compiaciuti delle categorie dei lavoratori nelle piazze. Attendiamo con fiducia. Anche perché la spesa quotidiana ci sembra aumentare regolarmente e le bollette oramai presentano cifre incredibili, non solo quelle energetiche. Anche l’AMA andrebbe considerata, soprattutto a fronte del servizio di smaltimento dei rifiuti offerto nelle grandi città. Magari il governo potrebbe convocare i sindaci.
Il governo, ci si consenta un unico appunto, sta invece trascurando i dati sulla povertà in Italia, che pure non appaiono confortanti. Secondo l’Istat il 23, 5 per cento della popolazione, più di tredici milioni di persone sono a rischio, quando la povertà assoluta dovrebbe sfiorare il 10 per cento degli abitanti. Qui il governo dovrebbe per lo meno ringraziare la Caritas dal momento che i pasti offerti dalla organizzazione cattolica salvano già delle vite. Sotto questo profilo si comprendono i cinque giorni di lutto per Bergoglio. Se ne meritava anche dieci con tanti mendicanti affamati in circolazione.
Il bello di uno Stato come quello italiano che al suo interno ha il Vaticano, è che ci si da una mano e una lava l’altra. Non staremo a spaccare il capello, poi in un giorno di festa come il primo maggio. Il governo ha fatto bene a stanziare altri 650 milioni per la sicurezza del lavoro, considerando anche qui la carneficina che si consuma da anni di vite umane vanamente. Se poi magari l’onorevole Meloni, quando avrà tempo, ci dice anche come intende utilizzarli e quali sarebbero le coperture, dormiremo più tranquilli. Poi adesso abbiamo anche un francobollo per Ramelli. Magnifica idea. Nessuno più povero di Ramelli.
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