Riceviamo dall’amico Marcello Attisano e volentieri pubblichiamo
Il XVIII Congresso regionale del PRI in Sicilia che si è svolto a Messina, lascia un segno indelebile nell’organizzazione dell’evento che è riuscito a dare una nuova dimensione al PRI. Questo, ci fa capire che con l’impegno e la visione si possono ottenere importanti risultati.
Avrei voluto partecipare al dibattito per ringraziare personalmente Pietro Curro per l’invito ma per “fortuna” vedendo l’elenco dei partecipanti e dei relatori, davvero tanti, ho rinunciato. Ma nulla mi toglie di dire attraverso la “Voce Repubblicana” il mio pensiero che allego e, lo faccio cogliendo, ancora una volta, nel dare un saluto a Pietro e a tutti gli amici siciliani.
Per chi non mi conoscesse, sono Marcello Attisano, componente del consiglio nazionale e faccio parte della sezione “G. Spadolini” di Siderno che è l’unica sezione in Italia ad avere un sindaco repubblicano in un comune di Calabria, tra l’altro comune di trincea e per questo, va dato un plauso al coraggio e alla dedizione del sindaco Rosario Sergi per aver costruito una buona squadra, lavorando bene per il suo comune anche senza strumenti.
Sono nel PRI dal 1979, da quando, Luciano Rossi mi portò per mano in una sezione a Milano. Allora, si parlava di pentapartito e il senatore cui relazionava, tra l’atro ministro della repubblica era: Giovanni Spadolini.
Nel 1985 rientrando in Calabria sono stato eletto consigliere al comune di Siderno nelle liste del PRI col battesimo di Giorgio La Malfa e Francesco Nucara che prima mi ha voluto nella direzione regionale e poi nel Consiglio Nazionale.
“Cari Amici e care amiche
Intervenendo in un convegno così importante, non posso fare a meno di pensare con preoccupazione al vortice geo-politico che sta dominando e consumando il mondo. Tralasciando il tema sui Dazi col frenetico stop and go di Trump, la guerra in Ucraina, rimane lo sconcerto per l’ indicibile genocidio di Netanyahu a Gaza e dico a gran voce che la pace può avvenire solo con due popoli due stati.
Nella politica italiana, invece, il mese di maggio e giugno ha visto tanti eventi:
L’effetto Genova, ha fatto ripartire il centro sinistra nel Campo Largo, mentre l’esecutivo arretra di qualche punto percentuale e questo ha fatto intuire al centro sinistra che se è unito, può vincere.
Anche se, penso che non basta solo vincere, ma bisogna capire per cosa si vince e quali sono gli obiettivi da raggiungere perché prima serve una vera visione.
Infatti, se nelle alleanze locali è più semplice costruire accordi, le cose si fanno decisamente più complesse e più difficili in un Campo Largo a livello nazionale.
Ma, la battaglia politica più accesa si è vista acuirsi tra polemiche col governo e le opposizione su due fronti, il primo sul decreto sicurezza, il secondo, sul Referendum con i risultati che tutti oramai ben conosciamo.
Sul decreto sicurezza invece, lo scontro è stato decisamente più marcato in parlamento. Anche perché, la legge sicurezza, mette a rischio la nostra democrazia e vorrei appunto far riflettere, il partito su quell’articolo 31 che consente ai servizi segreti di fare azioni o dirigere associazioni con finalità di eversione dell’ordinamento democratico.
Sostanzialmente: fare azioni terroristiche coperti dalla stessa legge.
Come vedi, caro segretario Saponaro, con molta chiarezza, i temi da dibattere in politica sono sempre accesi su più fronti e sono sempre in fermento sia sul piano italiano che in quello internazionale. Il mio augurio è che il PRI si possa riaccendere in tutte le regioni come una torcia nella politica italiana.
Certo fa eccezione la Sicilia, l’Emilia Romagna, la Calabria con la sua provincia di Reggio e “Siderno Capitale”che durante le ultime elezioni europee si è distinta per la forte percentuale di voti ottenuti. Comunque sia, la certezza sul repubblicanesimo Messinese e Reggino ci fanno ben sperare in azioni ed attività ed oggi, del resto, siamo qui a dare forza e vicinanza a Pietro Currò e a tutti gli amici siciliani del PRI con la nostra presenza.
Con Pietro, tra l’altro, c’è un’idea che abbiamo lanciato a Forli insieme all’avvocato Cutugno lo scorso anno per l’area dello stretto. Si potrebbe creare un’importante opportunità, una sinergia tra le due provincie non solo su questo punto, ma anche su altri ma bisogna agire, avere visione.
Ma non vorrei andare oltre e vado alle conclusioni
Caro segretario, il PRI ha bisogno di una nuova strategia, anche in Calabria per il prossimo congresso. Per questo motivo rimango sempre più convinto che per poter rilanciare l’idea repubblicana bisogna partire dalla base. In ogni regione il PRI deve fare esprimere i territori, non solo nell’elezioni amministrative, quelle regionali, ma anche per le politiche nazionali del 2027 per evitare che i nostri territori diventino, ancora una volta “Terre di conquista” dei nostri alleati che vedendoci deboli sono convinti di poterci plagiare o dominare. Mi auguro che non succeda mai più quello della scorsa legislatura.
Abbiamo ancora due anni.
Allora prepariamoci.
E, venga data la possibilità ai nostri iscritti di presentare le liste col simbolo dell’edera.
Grazie!
W il PRI SICILIANO
W IL PRI ITALIANO







