Solo un odio profondo e radicato fra due continenti può far credere che uno Stato di nemmeno dieci milioni di abitanti possa consumare un genocidio in una cittadella che appartiene ad un popolo che ne conta quasi trecento di milioni. Gli arabi di Gaza sono gli stessi di quelli della Giordania, 10 milioni, della Siria 20, del Libano tre. Poi cento milioni sono in Egitto, 35 in Arabia Saudita, dieci negli Emirati, più la Libia, l’Algeria, lo Yemen. Un’intero mondo arabo mossosi tre volte in guerra contro Israele solo dal 1948 al 1973, perché Israele aveva il torto di essere tornata ad esistere. Nell’entusiasmo verso la causa araba si aggiunsero anche le truppe cubane. La Palestina, Fidel Castro, nel 1967, manco sapeva cosa fosse.
E adesso che Israele starebbe eliminando i loro fratelli di Gaza, accanendosi con una crudeltà atroce, uccidendo donne, bambini, vecchi, per fame magari, i paesi arabi che hanno al loro interno milioni di abitanti provenienti da quell’area, il presidente Bouteflica ricordava che ogni paese arabo aveva “i suoi palestinesi” pronti per ogni occasione, tutti volterebbero gli occhi dall’altra parte. Semplicemente non è credibile. Di vero c’è solo la propaganda forsennata di un gruppo criminale che gode di protezione e consenso fin dentro le nazioni unite e proprio da parte di chi non ha nessun intenzione di fare un bel niente per la causa palestinese. L’unico interesse è mettere all’indice Israele, annientarlo se non politicamente, nella credibilità morale.
Come ovvio, non è cambiato assolutamente nulla in Medio Oriente, Israele combatte per poter esistere. A furia di farlo, rischia di dimostrare maggior nevrastenia che buon senso. L’idea di occupare Gaza non è fattibile per le forze israeliane, può giusto essere una minaccia nella speranza di liberare gli ostaggi. Ammesso che davvero Israele la ritenga possibile e che l’occidente ci creda, gli arabi non possono prenderla sul serio. Israele può bombardare se volesse persino Entebbe, mentre non riuscirebbe mai per la sua stessa struttura militare a tenere Gaza o l’intera Cisgiordania contro il volere dei suoi abitanti. Non solo le servirebbe la Gestapo e le Einsetzgruppen. Servirebbero soprattutto i collaborazionisti. Il motivo per cui, chi come il professor Canfora paventa il Terzo Reich, non sa cosa dice. Il Terzo Reich si estendeva grazie ai tedeschi che vivevano a Maribor, Zagabria, Riga, Vilnius e Leopoli. Di ebrei non ne trovi nemmeno uno ad Aqaba.
Bisogna sperare che Israele bluffi in una situazione disperata. Non riesce a vincere la guerra nelle gallerie sotterranee ed i suoi esponenti di governo perdono la testa. Non è una grande idea quella di programmare la colonizzazione della Cisgiordania sotto la sua amministrazione. Anche se legittimo, Israele non lo ha mai voluto consentire, esattamente come quando fece ritirare i coloni dalla Striscia. Non perché Israele creda che gli arabi faranno lo Stato palestinese, questo lo credono giusto gli europei. Ma per non dare ulteriori pretesti al malcontento nei suoi riguardi. L’Arabia Saudita ha riposto l’ascia di guerra contro Israele purché mantenesse i confini del 1967. Visto che si tratta di pochi chilometri quadrati, l’unica soluzione percorribile è che la Cisgiordania tornasse alla Giordania e Gaza all’Egitto con una zona smilitarizzata. Il fatto è che la Giordania non ci pensa proprio a riammettere quel territorio, piuttosto lo regalerebbe ad Israele e persino l’Egitto che dovrebbe essere più saldo della Giordania, non ne vuole sapere. Per cui se Israele non trova un accordo con gli Stati arabi sul controllo di queste zone contese, va incontro ad un disastro clamoroso. Il più grave della sia storia.
Da decenni si discute quanto possa resistere una democrazia occidentale completamente circondata da tirannie orientali. Fino ad ora, pur assomigliando più a Sparta che ad Atene, Israele ha tenuto botta. Ad un dato momento, se non soccombe, finirà per snaturarsi, soprattutto se gli europei continuano a darle addosso più di quanto fanno gli arabi. Gli arabi nel complesso, hanno imparato a rispettarla, Israele. Sono semiti anche loro.
Israele Defence, Force.







