Il solo fatto che l’ideona della Commissione europea per difendere l’Ucraina fosse quella di sequestrare gli asset russi depositati in Belgio, dimostra lo stato dell’arte. Il Governatore Lagarde ha spiegato pazientemente ai geni della Commissione che se davvero la Banca Centrale Europea avviasse un’operazione di prestito garantito sui 140 miliardi di euro in arrivo dagli asset russi congelati, sarebbe come se finanziasse direttamente i Governi, ovvero, violerebbe lo statuto della BCE.
Tutto sommato, Trump che insulta ogni settimana il governatore della Federal Reserve e ha già pronto il sostituto, fa quasi una miglior figura di chi pensava di usare la banca centrale europea come un bancomat. E nemmeno è il caso di parlare di chi in Italia vorrebbe usare i depositi in oro a garanzia del debito. È proprio vero. A furia di accompagnarti allo zoppo, finisci per zoppicare. Da qui si è potuto assistere alla formidabile sortita del premier belga, De Wever, un tale che se non avesse formato la coalizione “Arizona”, nessuno saprebbe che esistesse. Bene, De Wever a cui parlando di soldi sono fischiate le orecchie, si è finalmente preso le prime pagine dei giornali. “L’Ucraina? Non vincerà mai la guerra, non è possibile, la Russia non può essere sconfitta, sarebbe da pazzi pensarlo”. Mai De Wever avesse ragione, fosse l’unico dotato di cervello fra gli inutilmente pensosi leader europei che stanno li a invitare ed incoraggiare Zelensky, perché non lo ha detto prima? Perchè De Wever al governo da febbraio ha aspettato dicembre per spiegare le cose come stanno? Vive a Bruxelles, può invitare la signora von der Layen a prendere un caffè ogni giorno e chiederle cosa caspita stesse facendo. Ha sbagliato tutto, conveniva applaudire l’invincibile Russia quando era entrata in Ucraina. E meno male che il problema è Orban.
Mai l’Europa fosse uno Stato unitario, con un centro politico istituzionalmente riconosciuto su una base democratica, potrebbe anche cercare un appiglio, aprire una discussione con la Bce, a costo di un qualche attrito, ridiscuterne il mandato, o per lo meno proporsi di garantirlo, un compito arduo, l’autonomia della Banca, ma almeno, per quanto scabroso, immaginabile, vedi le peripezie di Trump. Disgraziatamente è la Bce la struttura unitaria ed unificante dell’Europa, la moneta unica, nessuno può metterne in questione le competenze. In parole semplici, è la Lagarde che decide non la Commissione, meno che mai il parlamento europeo che è privo di poteri come un bimbo in fasce. Per cui ha quasi dell’incredibile che prima di uscirsene con degli spropositi, nessuno si fosse per lo meno preoccupato, se non di studiare i trattati, almeno di sentire il parere della Lagarde. Povero Zelensky. Ha perso tutto questo tempo con degli sprovveduti.
In questa penosa e drammatica vicenda, Putin aveva in effetti un solo vantaggio. La Russia bene o male ha fatto una guerra all’anno, quando i paesi europei, dal 1970, solo le missioni di pace. Giusto la Francia ha ancora combattuto di mala voglia e con scarsissimi successi in Africa, tanto che oramai si ritira dappertutto. Per cui la partita militare fra la Russia e l’Europa, non si sarebbe mai aperta, se non a chiacchiere. Se Trump, se l’America dovessero mollare la presa in Ucraina, a Bruxelles possono giusto fare una cosa, alzare le mani e questo contro un predone da strada che in tre anni di scorrerie non è riuscito a spaventare l’Ucraina. Invece ha ridicolizzato l’Europa.
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