Al presidente Woodrow Wilson si deva la diffusione del capolavoro del cinema muto di Griffith, Nascita di una Nazione, per cui il Ku Klux Klan era innanzitutto un’organizzazione di reduci confederati che proteggeva la popolazione bianca dai soprusi compiuti dai neri dopo la guerra di secessione. Wilson era democratico ed il Ku Klux Klan che si riformò sotto il suo mandato, era legato interamente al partito democratico, anche perché, come ci si ricorderà, l’abolizione dello schiavismo fu promossa da un presidente repubblicano, tale Abram Lincoln. Nozioni elementari ritenute evidentemente superflue in un servizio giornalistico della Sette dedicato ai festeggiamenti del 4 luglio a Washington. IL servizio si è concentrato sulla presenza di uno sparuto gruppetto di suprematisti bianchi, paragonati dai colleghi in trasmissione, ai nazisti dell’Illinois. L’Illinois, nel Midwest, non c’entra ovviamente niente con il Klan confederato. A farlo capire l fatto che suprematisti esponevano la Dixi come bandiera, i nazisti dell’Illinois avevano la svastica. A rigore storiografico, il Ku Klux Klan ha premesse completamente diverse. In ogni caso, le organizzazioni suprematiste degli stati del Sud, che certo non sono potenti come lo era il Klan ancora negli anni sessanta del secolo scorso, hanno poco più a che fare anche con quella tradizione. Se sono poi passate dalla parte di Trump, questo si deve alla presidenza Obama che le ha spostate, come nemmeno Kennedy era riuscito a fare. Una pista mai stata battuta per l’omicidio Kennedy, consumato a Dallas, era quella per la quale JFK aveva tradito gli ideali segregazionisti della confederazione che resistevano nel partito democratico del Sud.
Tutto questo è materia troppo lontana e complessa per i colleghi ospiti della Sette e pretendere da loro una qualche disamina dei i rapporti interraziali negli Stati Uniti d’America dal tempo della guerra civile ad oggi sarebbe quasi inimmaginabile, ci mancherebbe. Poi la storia stessa si è evoluta impetuosamente ed è possibilissimo che abbiano ragione Di Bella, Massimo Franco e Giovanna Botteri, quando spiegano che l’odio razziale dei suprematisti bianchi si rivolge ai neri, ai gialli, ai rossi e include anche gli ebrei. Anzi, secondo Massimo Franco, specialmente gli ebrei. Solo che allora non si capisce come sia possibile che i suprematisti antisionisti, sostengano un presidente che nel corso della stessa trasmissione e da parte degli stessi colleghi è stato definito come un pupazzo di Netanyahu. Perché questo era stato detto, ovvero che Netanyahu comandava e Trump obbediva. Allora i suprematisti che odiano gli ebrei e sostengono un presidente comandato a bacchetta da Israele, devono essere pure scemi. Questo magari sarà spiegato in una prossima puntata della trasmissione della Sette. Chi la pensa diversa da loro è brutto e cattivo, e si sapeva. Ma soprattutto è proprio uno stupido.
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