Nel cuore della Festa de La Voce Repubblicana, a Martorano, ha sancito quello che tutti sappiamo e quello che, tra il calore di tanti militanti e le strette di mano, riesci a vivere ancora prima di capire. Lo va ripetendo Germano Gabanini, che della Festa è uno dei motori: «Questo successo lo si deve leggere alla voce identità». Quella stessa indentità che fa di questo giornale, non soltanto un qualificato incontro di opinioni colte, ma qualcosa di più: la storia. Una storia di 105 anni, 50 dei quali vissuti a Cesena. Il battito del pensiero libero, dice Gabanini, che vive di citazioni, soddisfazioni e trova pure il tempo, a fine serata, di citare Leonida Montanari. Hegel ci ha insegnato che ‘Lo Stato è il cammino di Dio nel mondo’. Se applichiamo questa visione ci accorgiamo che quella che si vive nella Festa, tra cappelletti, sangiovese e piadine, è la celebrazione di una nostalgia, ma un atto di responsabilità civile. Quello di chi sa guardare al domani. Che bel domani ci aspetta se non smarriamo la strada. A questo serve avere radici.
La Festa è stata anche il luogo per un impegno solenne, un progetto che inaugureremo tra qualche giorno, con una prima campagna di crowdfunding: la creazione di un’infrastruttura di memoria attiva che dia dignità e accessibilità ad un immenso patrimonio documentale: quello dell’archivio de La Voce Repubblicana. Non stiamo parlando di una semplice digitalizzazione, ma di restituire alla collettività una voce fondamentale della storia politica e culturale italiana del XX secolo. Per fare questo, stiamo lavorando alla nascita di un ente autonomo – una struttura di governance solida e trasparente. Perché bisogna mantenere viva la lezione di giganti che hanno forgiato il nostro pensiero, e tutte le occasioni sono buone per ricordare Giuseppe Mazzini, e ovviamente Giovanni Conti, fondatore e primo direttore de La Voce Repubblicana. Con loro tutti quegli intellettuali che in un modo o in un altro hanno contribuito alla messa a fuoco del pensiero repubblicano in Italia, da Arcangelo Ghisleri, con la sua visione pedagogica e morale della democrazia, a Giovanni Bovio, con la sua passione indomita per l’ideale repubblicano e per la filosofia sociale di Mazzini.
Una operazione che richiederà la partecipazione di tutti. Per dare gambe a questo progetto – che abbiamo voluto chiamare: Alza la voce. C’è una storia che il futuro deve ascoltare. Chiediamo a tutti di diventare amplificatori di questa memoria. Fra qualche giorno avremo la nostra landing page su Produzioni del basso e vi terremo aggiornati. Ogni contributo, piccolo o grande che sia, è un mantenere viva una fiamma che non vuole estinguersi. Grazie a chi la proteggerà.













