Sia chiaro che il governo non mente come pure viene accusato da esponenti dell’opposizione. Il governo semplicemente non sa cosa dice, è completamente nel panico più assoluto. Ovviamente, nemmeno il segretario della Nato, Rutte, mente, al limite può aver sbagliato le cifre dei voli americani partiti o atterrati dalle e sulle piattaforme europee. Il segretario della Nato stesso ha evidenziato lo scarto di un migliaio, che trattandosi di aerei da guerra, fa tutta la differenza del mondo, e non importa. Un po’ come se la Royal Air Force, durante la battaglia di Inghilterra, non sapesse quanti aerei tedeschi avesse abbattuto e quanti ne perdesse.
Pensare che la questione in realtà è semplicissima. Nel rispetto degli accordi sottoscritti in sede Nato, gli aerei americani hanno usufruito delle basi italiane come prescritto, tranne nel momento in cui hanno commesso delle palesi irregolarità procedurali. Poi si tratterebbe di capire se il governo una volta appurata un’irregolarità, abbia negato il dovuto supporto anche successivamente. In tal caso l’ira americana nei suoi confronti, sarebbe completamente giustificata. Visto che il governo non sembra sapere cosa abbia esattamente fatto, oppure non lo dice per declinare ogni responsabilità da una guerra intrapresa da un suo alleato politico militare, che non condivide e che ritiene persino illecita. il modesto suggerimento dato da questo giornale era di lasciare la Nato, magari solo temporaneamente. Invece, il governo se ne è uscito dicendo di voler rafforzare la componente europea della Nato che se si opponesse a quella statunitense, produrrebbe la spaccatura della Nato. Ne consegue che l’Iran non ha creduto ai suoi occhi. I pasdaran si sono trovati nelle condizioni di mettere nel mirino l’Italia per aver fatto il suo dovere. Solo che se il suo dovere dispiace al governo Meloni, gli iraniani fanno bene ad indignarsi degli attacchi partiti dalle basi italiane o che le basi italiane hanno supportato. L’Italia politica dell’onorevole Meloni sostiene l’Iran, non l’America. L’Italia membro della Nato, il contrario.
In uno stato di confusione deleterio, il governo è passato da una sciocchezza all’altra. Il prolungamento della missione Unifil, per aiutare il governo libanese. La missione Unifil è stata la sciagura del governo libanese, perché ha completamente mancato i suoi obiettivi, impedire il disarmo di Hezbollah. Come lo aiuti il governo libanese se le milizie sciite autonome attaccano Israele? Israele passa al contrattacco e l’unica cosa che può fare la missione Unifil è nascondersi nelle caserme, esattamente quello che sta facendo. C’è la guerra in Libano perché l’Unifil non è servita a niente. Che l’onorevole Meloni non lo capisca, non stupisce, non è materia sua. Che non lo capisca o finga di non capirlo Macron, il presidente di una nazione che pure ha dominato parte di quell’area e ora si ritrova in queste condizioni, costretto a rivolgere un appello ad altre indefinite nazioni, comporta un disonore per la Francia, che verrà pagato caramente.
Era quasi inevitabile che Italia e Francia, cane e gatto in questi ultimi tre anni, superassero le loro divisioni per ritrovarsi sulla stessa posizione. Quando ti sei spinto a due passi dal baratro, non resta che abbracciarti con chi hai accanto, anche se ci hai litigato tutto il tempo.
galleria della presidenza del Consiglio dei Ministri







