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C’era una volta la strage di Stato

Riccardo Bruno di Riccardo Bruno
12 Agosto 2023
in L'editoriale
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Per un senso di decenza nazionale abbiamo evitato e continueremo ad evitare ogni commento alle parole di un dipendente della Regione Lazio sulla strage di Bologna. Possiamo solo notare che se Fratelli d’Italia ha assunto personaggi che provengono dalle fila dell’estremismo, l’Ulivo portò direttamente in Parlamento un ex terrorista condannato per banda armata e lo elesse alla segreteria della Camera dei Deputati. Se domani si insediasse una commissione sulle Stragi presieduta, invece che dall’ex comunista Pellegrino, o dal repubblicano Libero Gualtieri, da un esponente di Fratelli d’Italia, sicuramente cambierebbero anche le conclusioni dei lavori della Commissione. Questo però non dipenderebbe tanto dalla composizione politica della commissione stessa, ma dall’assoluta confusione lasciata dalle sentenze della magistratura che hanno sempre consentito ogni possibile interpretazione. Bologna è l’unica strage in cui si individua un mandante deceduto e dei colpevoli che vengono arrestati, non fosse che Mambro e Fioravanti sono liberi dal 2008 e la loro pena è estinta. I responsabili giudicati per una strage di 85 morti sono liberi da più di dieci anni. Non si può dire nemmeno che si siano pentiti perché mai hanno ammesso il loro coinvolgimento in quella strage. Il presidente Violante, memore di Saint Just che firmò le leggi sui sospetti nel 1794, ha sfidato coloro che credono nell’innocenza di Mambro e Fioravanti a fornirne le prove. E che prove si devono fornire presidente Violante? Mambro e Fioravanti sono già liberi, si informi. Ci sarebbe da chiedersi semmai se le prove della procura fossero solide, visto che non sono state buttate le chiavi della cella e persino un noto garantista, come l’onorevole Bonelli, ha dei dubbi a riguardo.

L’altro lato della questione che concerne la strage di Bologna, è come ci si permette di contestare la sentenza giudiziaria. Anche qui il problema nasce dagli altri procedimenti a Brescia e a Milano. Quale è la rispettabilità della sentenza su piazza Fontana che dopo 33 anni di processi ritiene Franco Freda colpevole e pure non condannabile? Nel 2000 Freda ancora irrideva pubblicamente la giustizia dello Stato democratico e nessuno poteva farci niente. Quella sentenza era qualcosa di persino più eclatante della libertà dei colpevoli accertati e condannati per Bologna. Poi ci sono le eccezioni. Come è stata presa la sentenza su Pinelli? Il commissario Calabresi venne assassinato perché per quella sentenza, Pinelli, tribunale presieduto dal giudice D’Ambrosio, si suicidò. E d’altra parte, quale sarebbe stato l’interesse della morte di Pinelli per la Questura di Milano e nei suoi locali, durante il fermo fra l’altro? Tutti ad accusare la polizia di aver ucciso Pinelli e nessuno capace di dire il perché. Ci sarebbe poi anche da capire cosa ci facesse il cadavere di Feltrinelli dopo la strage sotto un traliccio, ma tralasciamo. Quella morte sembrò quasi una cosa normale, scontata da archiviare rapidamente.

Allora nacque persino la tesi della “strage di Stato”, quella per cui si voleva spostare a destra il paese sospenderne le libertà fondamentali e tenere la gente in casa con il coprifuoco. La svolta autoritaria, insomma, dove l’impianto legislativo veniva surrogato dai decreti del governo. Se questo era il diabolico piano di Gelli, dei fascisti, degli americani, della Nato con la compiacenza dei settori deviati ed oscuri dello Stato, bene, è fallito e proprio durante la stagione delle stragi. Non solo il centrosinistra, che fra l’altro risulta appoggiato dal presidente Kennedy e lo si può facilmente dimostrare, ha retto, ma si è aperto con gli anni persino al Pci che entrò nell’area di governo proprio per affrontare l’emergenza terrorismo. Da notare che nemmeno in quel caso si pose lo Stato di emergenza, ma una legge sull’ordine pubblico che votata dalla maggioranza del parlamento sospendeva alcuni limitati diritti costituzionali. E fu poi il Pci ad abbandonare quella formula di governo, quando quei diritti vennero ripristinati, senza che nessun generale lo spinse fuori suo malgrado e comunque rimase ancora in maggioranza il partito socialista. Alla stagione delle Stragi si oppose con successo la tenuta dello Stato democratico, non avvenne nessuna restrizione delle libertà e nessuna soluzione autoritaria. Per quello abbiamo dovuto aspettare il governo Conte sostenuto dal Pd, 40 anni dopo. E pure nessuno ha denunciato il complotto, nessuno ha avuto il minimo sospetto, tutto è andato benissimo. Tranne il fatto, curioso, che oggi ci abbiamo gli eredi del Msi al governo, ovvero quelli che allora si ritenevano gli amici degli stragisti, hanno vinto le elezioni democratiche, con le leggi elettorali scritte dal centrosinistra, e senza bisogno di spiegare i carri armati o di far tintinnare le sciabole.

Vizille Musée de la Révolution française

Tags: StatoStrage
Riccardo Bruno

Riccardo Bruno

Riccardo Bruno si è laureato in Storia della Filosofia presso l'Università di Roma La Sapienza nel 1988. Dal 1987 al 1989 collabora all'Ufficio esteri del PRI diretto dall'onorevole Vittorio Olcese. Dal 1994 è capo ufficio stampa del PRI, dal 1995 giornalista professionista iscritto alla stampa parlamentare. Nel 1999 è capo redattore de La Voce Repubblicana. È stato poi editorialista per il Foglio di Giuliano Ferrara e l'Indipendente di Vittorio Feltri. Dal 2019 è prima vice direttore de La Voce Repubblicana e poi direttore politico

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