Il presidente del Consiglio ha detto, bontà sua, che con lei al governo non si metterà mai una patrimoniale. Solo che se la tassazione è salita al 42 per cento, la patrimoniale l’ha già messa eccome e per la Cgil ancora non basta, Landini chiede risorse aggiuntive. Sinistra e destra si riflettono come in uno specchio nel mettere più tasse agli italiani. Tanto che Conte e Renzi, hanno avuto un sussulto. I due, che pure sono cane e gatto, hanno notato l’incongruenza di lamentare che il governo alzi le tasse e insieme chiedere che si tassino di più i ricchi.
Si è tornati agli anni settanta del secolo scorso, quando Berlinguer credeva che la soluzione fosse colpire i grandi patrimoni, cosa che in effetti aveva funzionato in Russia. Prima si fucilavano i kulaki, poi si sequestravano le loro proprietà. In Italia, dove non c’è la pena di morte, e si gode di una qualche libertà, i possedenti mettono al riparo tutti i beni che possono prima di venir aggrediti. Non è un caso se quando aumentano le tasse, aumenta anche l’evasione. Hai voglia a fare rottamazioni, l’ultima era stata promessa ai tempi del buon Visentini ministro delle Finanze. Le parole sono sempre le stesse di circostanza- E si che la Lega aveva avuto una genialata, la flat tax. Magari la proposta andava studiata meglio, anche considerando la Costituzione, in ogni caso i leghisti se la sono dimenticata. Giorgetti è li che cerca, non si sa come, di tenere in piedi il baraccone del bilancio dello Stato. Vai a complicargli la vita ridefinendo il sistema fiscale innovando da zero. Mica siamo americani.
Poiché al danno si aggiunge inevitabilmente la beffa, è saltato fuori lo stipendio del presidente del Cnel, Brunetta se l’era aumentato. Meloni se ne è dispiaciuta e Brunetta si è accontentato della miseria che prende, poche centinaia di migliaia di euro. Pensare che nella riforma di Renzi il Cnel veniva abolito, insieme al Senato, e quindi un minimo di risparmio si sarebbe fatto. Non per dire, ma con il taglio dei parlamentari, le spese per le due Camere sono aumentate. Allora se servono risorse ulteriori alla scuola, alla sanità, alle imprese, basta scherzare dicendo di tagliare quelle militari quando l’Europa è a un passo dalla guerra. E con tutti gli enti inutili che ci stanno, il Cnel è solo un esempio eclatante. Non ci complimentiamo con Renzi perché voleva abolire il Cnel, purtroppo non si è abolito manco quello.
Servono ancora le Regioni? Domanda che si sono fatti nel loro omonimo libro Isaia Sales e Pietro Spirito, convinti che l’idea dei miglioramenti sociali portati dal decentramento sia fallita miseramente. Piuttosto vi è stata una rifeudalizzazione del sistema. Persino Massimo D’Alema aveva denunciato i governatori come nuovi cacicchi. “Le Regioni impongono il 7 per cento delle tasse e spendono il 30 per cento della spesa nazionale”, scrive Spirito e non è solo un problema democratico. Si tratta di un danno economico per il Paese nel suo complesso. Senza parlare dei fondi nazionali ed europei, che hanno scarsi o nulli controlli e degli stipendi dei consiglieri regionali. Aggiungi quanto succede alla Regione Sicilia ed il quadro è completo.
Polemizzare con Landini perché scipera il fine settimana, lascia un po’ il tempo che trova. Il sindacato sciopera quando gli pare. Facesse semmai uno sciopero per abolire le Regioni, uno sciopero per far risparmiare lo Stato, una volta tanto. Magari la Cgil avrebbe più successo.
licenza pixabay







